Adozione 3.0

Gli enti autorizzati più coesi per migliorare il futuro delle adozioni internazionali. AFN aderisce a “Adozione 3.0” Sono ancora tanti e sempre più numerosi i bambini nel mondo che aspettano [...]

Gli enti autorizzati più coesi per migliorare il futuro delle adozioni internazionali. AFN aderisce a “Adozione 3.0”

Sono ancora tanti e sempre più numerosi i bambini nel mondo che aspettano una famiglia. Eppure il numero di adozioni diminuisce  ed è necessario  evitare il rischio paralisi di un sistema che nei suoi primi venti anni di attività ha rappresentato il fiore all’occhiello dell’Italia.

Mentre l’istituto delle adozioni è in procinto di entrare nel terzo decennio di vita, nasce “Adozione 3.0”:  un’azione di rilancio del settore che da anni attraversa una forte crisi. Dal 2010 infatti  in cui  le adozioni erano  4.300 , si è passati con un calo significativo al 2018 in cui  le adozioni sono state  1.130 che hanno dato una famiglia a 1.394 minori.  Pesano in particolare il fattore economico e la lunghezza delle procedure.

Era il 31 dicembre 1998 quando si costituiva  presso la Presidenza del consiglio dei ministri la Commissione per le adozioni internazionali (CAI) , a seguito della ratifica in Italia della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Un anno più tardi, il primo dicembre 1999 si definiva  il Regolamento per la costituzione, l’organizzazione e il funzionamento della CAI che diventerà operativa dal 2000.

Per Pietro Parlani (AFNonlus), « l’istituto dell’adozione è una forma di genitorialità che va sostenuta perché tutti i bambini hanno diritto ad una famiglia. E’ un modello di accoglienza che rende la società più umana e solidale ed è la risposta più adeguata per un bambino che ha subito il trauma dell’abbandono. Famiglie disponibili ad assumersi impegni così rilevanti per il bene comune ci sono e devono essere sostenute e supportate dalla comunità.»

Con “Adozione 3.0”  gli enti autorizzati all’adozione internazionale chiedono  a gran voce e in maniera coesa  il rilancio operativo e culturale del settore, lavorando su punti molto concreti.  Si chiederà di interloquire con la presidente CAI, maggiore attenzione verso i Paesi di origine e per la cooperazione internazionale, sistematizzazione dei rapporti fra i quattro attori del sistema adozione (CAI, tribunali per i minorenni, servizi, enti autorizzati),  trasparenza nella comunicazione. Fino anche a risorse economiche adeguate per la CAI  e per le coppie perché l’adozione non sia una scelta di pochi per pochi.

http://www.vita.it/it/article/2019/11/05/adozione-30-gli-enti-autorizzati-tutti-uniti-per-rilanciare-il-sistema/153183/

 

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