L’attività di AFN in Vietnam

Quasi 5,5 milioni di bambini in Vietnam (fonte) sperimentano la privazione di almeno due dei seguenti diritti fondamentali quali: istruzione, salute, nutrizione, riparo, acqua e servizi igienico-sanitari o inclusione sociale. [...]

Quasi 5,5 milioni di bambini in Vietnam (fonte) sperimentano la privazione di almeno due dei seguenti diritti fondamentali quali: istruzione, salute, nutrizione, riparo, acqua e servizi igienico-sanitari o inclusione sociale.

Dal 1993, e stabilmente dal 2001, una fitta rete di collaboratori di AFN segue da Ho Chi Min City (HCMC) famiglie e orfani offrendo un programma di alimentazione, istruzione e assistenza sanitaria e, dal 2004 operando come ente accreditato nel campo delle adozioni internazionali.

Oggi sono 350 i bambini sostenuti, molti sparsi in diversi villaggi, da Nord a Sud del Paese provenienti da famiglie povere  e bambini con difficoltà. Altri sono seguiti in una scuola elementare di un quartiere  disagiato nella metropoli, questa struttura accoglie ogni anno 99 tra bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni.

Come ente accreditato per le Adozioni Internazionali in Vietnam, AFN ha potuto dare una famiglia a più di 500 bambini, inoltre, operando secondo il principio di sussidiarietà, inizia delle relazioni con istituzioni locali che permettono la realizzazione di diverse iniziative:

A Binh Duong si costruisce nel 2010 una casa famiglia a supporto di un grande orfanotrofio dove coesistono due realtà: una casa di accoglienza per ragazze e un ciclo completo primario per bambini da 6 a 10 anni.
A HCMC, in un grande istituto si ristruttura un impianto di purificazione dell’acqua e in un altro si costruisce un impianto di acqua potabile; A Bac Ninh in un istituto si finanzia un laboratorio di informatica e un laboratorio di cucito; in 3 villaggi si realizzano impianti di depurazione di acqua; A Kon tum in 2 Istituti si realizzano, oltre a lavori di ristrutturazione, una campagna di vaccinazione di Epatite B per tutti i ragazzi e corsi di formazione del personale alla cura e igiene dei minori e alla pulizia degli ambienti. Tramite il progetto On your side si contribuisce a migliorare lo stato di salute e la qualità di vita dei bambini gravemente malati residenti nei Centri di accoglienza per disabili del Thi Nghe, Tam Binh e Go Vap.

A 18 anni di attività di AFN nel campo delle adozioni internazionali e più di 30 nel campo della cooperazione, alcuni spunti di riflessione nell’intervista a Marzia Rigliani (direttrice di AFN).  Quale è il bilancio?

E’ un bilancio di qualità sulla sua azione nei Paesi di origine dei bambini, un bilancio positivo che ci fa credere fermamente nell’importanza della nostra presenza in questi Paesi. Nell’ambito delle adozioni internazionali, il Sistema Italia è considerato uno dei più virtuosi tra quelli di accoglienza e si fonda, tra le altre cose, sulla presenza pluriennale delle associazioni senza scopo di lucro o ONG in questi Paesi. Autorizzate ad operare da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, esse rappresentano una “mano longa” dello Stato, portando a termine le procedure di adozione e, cosa non trascurabile, fungendo da “ponte” importante perché l’incontro concreto tra il bambino e la famiglia, (abbinati dall’autorità centrale del Paese di origine), sia il più agevole possibile, attraverso un’azione di mediazione linguistica e culturale.

Quale è il ruolo dell’ente?

L’ente autorizzato gioca un ruolo fondamentale per l’iter adottivo e per la nascita della nuova famiglia adottiva. E’ punto di riferimento anche una volta che essa rientra in Italia. Titolo di un nostro convegno è stato: “Se ami il mio paese, ami me – percorsi interculturali nell’adozione internazionale”. Esso evoca, non solo l’importanza di realizzare l’adozione come compimento del bisogno degli adulti di costruire una famiglia e il diritto-bisogno di diventare figlio, ma anche l’accresciuta responsabilità di considerare il Paese del bambino come parte integrante di questo processo. I genitori vengono sensibilizzati ad amarlo proprio perché elemento non prescindibile dall’amore per il figlio. Allo stesso modo, in una visione sociale e interculturale ancora più raffinata, le organizzazioni sul posto hanno il compito di favorire i processi di crescita e sviluppo dei Paesi di origine, di valorizzare il lavoro che svolgono anche di fronte a tanti impedimenti, da quelli economici a quelli di Sistema.

Quali valori devono accompagnare la scelta dell’adozione?

Per garantire una famiglia ad un bambino, ci sono dei valori connaturati e imprescindibili che vanno veicolati e che accompagnano la realizzazione delle adozioni come quelli della legalità e della trasparenza dell’iter attraverso, innanzitutto trasferimenti tracciati di denaro tra un paese e l’altro.
Essere presente in un paese permette, con il nostro lavoro e quello della Commissione per le Adozioni Internazionali, di fare un’azione di sensibilizzazione, specialmente in quei Paesi che ancora non hanno ratificato la Convenzione dell’Aja, ma che svolgono i procedimenti di adozione attraverso accordi bilaterali che ne richiamano i principi e i doveri come passaggio intermedio prima della modifica della legge.

E’ il caso del Vietnam?

In questo Paese abbiamo assistito ad un calo delle adozioni internazionali per via dei rallentamenti nati dalla volontà dell’autorità centrale di Hanoi di modificare la legge e adeguare la sua legislazione alla convenzione dell’Aja. Dopo una serie di modifiche che hanno visto l’emanazione di una serie di decreti applicativi si sta giungendo, faticosamente ma finalmente, ad una legislazione che mette più puntualmente al centro del suo interesse i bambini. Una delegazione vietnamita sarà in Italia questo mese, a conclusione di un tour europeo, per visitare gli enti autorizzati e le famiglie adottive e lavorare con la Commissione per le adozioni internazionali per definire i nuovi flussi legislativi e definire le modalità di applicazione della nuova legge; speriamo che si possa riprendere ad operare ancora per tanti bambini in stato di abbandono.

 

 

Per approfondire:

-Intervista a Maria do Sameiro Freitas portoghese e referente per il sostegno a distanza e per le adozioni internazionali in Vietnam dal 2001 al 2013: CLICCA QUI

 -Esperienza di una famiglia adottiva: CLICCA QUI

 

Per aderire:

-Scheda Progetto Vietnam Sostegno a distanza: CLICCA QUI

 

 

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