In marcia per la solidarietà

La tenacia dei marciatori veronesi e la generosità di sostenitori a favore del complesso scolastico Sainte Claire nella Repubblica Centrafricana Le strade asfaltate della città si fanno sentieri sterrati, proseguendo [...]

La tenacia dei marciatori veronesi e la generosità di sostenitori a favore del complesso scolastico Sainte Claire nella Repubblica Centrafricana

Le strade asfaltate della città si fanno sentieri sterrati, proseguendo verso le colline verdeggianti cosparse di viti e di ulivi della Valpantena. Ormai è un appuntamento fisso l’originale gara della solidarietà che prende il via da Borgo Santa Croce, una frazione a pochi km da Verona, per arrivare  fino a Novaglie e Santa Maria in Stelle.

1.571 i podisti quest’anno:  bambini, giovani, adulti e anziani, a seconda della preparazione atletica, si cimentano nei tre percorsi di 6, 11 e 17 km, che alternano tratti pianeggianti a salite impegnative. Il traguardo più ambizioso della marcia, giunta quest’anno alla diciottesima edizione, è sostenere  a distanza due bambini colombiani e contribuire alla  costruzione del complesso scolastico “Sainte Claire” a Bangui nella Repubblica Centrafricana.

L’iniziativa nasce nel 2000 da un’idea di Luca Conti (Famiglie Nuove), un atleta del posto,  che conoscendo  molto bene il territorio, sente la spinta ad organizzare una gara di beneficenza con il gruppo di amici con cui condivide gli stessi valori. Insieme fondano il “Gruppo podistico mondo unito”, rifacendosi agli ideali di “Sportmeet”, rete mondiale per una cultura sportiva aperta e solidale orientata alla realizzazione della fratellanza universale. Nello Statuto specificano l’obiettivo di vivere lo sport  come elemento di aggregazione tra persone di ogni età e come proposta volta ad abbattere ogni barriera. Il primo anno  non è stato semplice organizzare la marcia: «A parte la passione sportiva, nessuno di noi aveva la minima idea di come fare. ‒Racconta Luigi Pinali, uno dei primi ad aderire con entusiasmo. ‒ Siccome facevo parte del Gruppo podistico di Bussolengo, ci siamo fatti aiutare da chi aveva più esperienza di noi. La soddisfazione, alla fine, è stata reciproca, perché un dirigente di Bussolengo mi ha ringraziato per avergli dato la possibilità di fare qualcosa per gli altri».

In tante persone si rimboccano le maniche per realizzare la gara promossa in  collaborazione con l’Unione Marciatori Veronesi e l’Associazione Famiglie Nuove Veneto, svoltasi lo scorso ottobre. C’è chi si prodiga per  raccogliere le iscrizioni, chi organizza la corsa dei bambini, altri offrono servizio nei tre ristori lungo i percorsi, chi crea la segnaletica stradale, chi si occupa della distribuzione dei numeri di arrivo, altri del ristoro finale e della distribuzione dei premi. Alcuni membri di altri gruppi podistici danno il supporto e la competenza nell’organizzazione. Ben 28 aziende offrono la sponsorizzazione.

«Il tipo di marcia infatti – ci ricorda Vanio Zantedeschi, presidente del gruppo, –  si caratterizza per essere soprattutto un momento di festa e una giornata vissuta in un clima di fraternità». La solidarietà si sperimenta innanzitutto tra i partecipanti. Per poi allargarsi al mondo. Vari i progetti a cui si è contribuito in questi anni grazie ai proventi ricavati dalle adesioni:  una scuola nella favela Monte Siao nel cuore dell’Amazzonia in Brasile, una sartoria a Cebu nelle Filippine, un centro educativo a Betlemme in Palestina, una scuola multietnica a Skopje in Macedonia.

Quest’anno il contributo raccolto  è stato devoluto alla costruzione del complesso scolastico “Sainte Claire” a Bangui nella Repubblica Centrafricana. Questo Paese, nonostante disponga di molte ricchezze del sottosuolo, come oro, diamanti e uranio,  si colloca in fondo alla graduatoria dei 187 Paesi per quanto riguarda l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite (Report Undp 2016).  Dal 2013 una forte crisi socio-politica, ha ulteriormente aggravato la situazione, portando con la guerra e la violenza, fame, malattie, distruzione delle infrastrutture pubbliche  e lasciando migliaia di bambini orfani e senza istruzione.

Da tanti anni con l’azione del sostegno a distanza si cerca di garantire a bambini e ragazzi di Bangui un’alimentazione adeguata, cure sanitarie, formazione. Lo sviluppo delle attività realizzate necessitava di una struttura polivalente dove svolgere il doposcuola, corsi di recupero, interventi sanitari,  visite mediche e analisi cliniche periodiche.  La costruzione del complesso scolastico “Sainte Claire”, è nata per rispondere a un bisogno: «Il grido di centinaia di bambini che con la guerra hanno perso tutto, ma non la speranza di un futuro migliore. ‒ Spiega Fidelia Mupungu, nostra referente sul posto. ‒ Con la guerra tante famiglie si sono spostate verso il quartiere di Bimbo, che di colpo è diventato molto popolato. Per mancanza di scuole di qualità in questa zona e per dare la possibilità a tanti bambini di studiare in buone condizioni, abbiamo deciso di cominciare una scuola primaria».

La costruzione, realizzata  nel comune di Bimbo a 8 km da Bangui  su un terreno dei Focolari, è quasi terminata, grazie all’aiuto della comunità locale e di generosi sostenitori, che hanno risposto all’appello lanciato anche sul numero di novembre di “Spazio famiglia”. Offrirà una grande opportunità, in quanto nei vari locali si potrà realizzare la distribuzione di alimenti e di medicine, azioni di supporto alle famiglie e di prevenzione contro la malaria ed altre malattie; darà la possibilità di studiare a tanti bambini, offrendo loro una formazione non solo intellettuale, ma la crescita integrale della persona.

Un traguardo davvero ambizioso che non hanno perso di vista quanti si sono impegnati nella marcia, portando negli occhi il paesaggio ameno delle colline veronesi e nel cuore i bambini di Bangui.

Giovanna Pieroni

Spazio Famiglia“, marzo 2018, pagg. 18-22.

 

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