Paraguay, un nuovo tetto per la scuola “Unipar”

“Quando avevo 8 anni, siamo venuti con i miei genitori e i miei 9 fratelli ad abitare nel quartiere “San Miguel”. - Racconta Maria Lopez. - Eravamo poverissimi, appena avevamo [...]

“Quando avevo 8 anni, siamo venuti con i miei genitori e i miei 9 fratelli ad abitare nel quartiere “San Miguel”. – Racconta Maria Lopez. – Eravamo poverissimi, appena avevamo da mangiare. Due anni dopo, ho avuto il regalo di Dio, di avere un sostenitore a distanza. Grazie al suo aiuto, ho potuto studiare, fino ad essere maestra.  Oggi ho finito l’Università di Psicologia”.

E’ il 1992 quando le prime 20 famiglie del Barrio Republicano,  tra cui quella di Maria Lopez,  si trasferiscono a San Miguel nella cittadina di Capiatá, a 24 km da Asunción.

Nella zona che si estende sulle rive del fiume Paraguay che circonda la città di Asunción, le baracche di legno spesso rimangono travolte dalle periodiche inondazioni e l’umidità costante del terreno e i rifiuti che ogni giorno vengono scaricati in questo quartiere, sono causa di malattie dell’apparato respiratorio e della pelle specie dei bambini.

Così, mettendo in comune piccoli risparmi e vari aiuti tra cui quello dei Focolari, si è acquistato un terreno dando la possibilità alle famiglie a rischio di vivere in un luogo più sano. Nel nuovo quartiere “San Miguel”,  si costruiscono strade, case, si scava un pozzo per l’acqua potabile e si porta la luce elettrica. Viene costituita l’Associazione UNIPAR” (Unidad y Participación), ente senza fine di lucro che coordina le varie azioni sociali, insieme con le autorità locali, enti ed istituzioni nazionali.

Per far fronte alle necessità sanitarie viene creata la “Clinica San Miguel”, poliambulatorio che provvede alla cura delle infezioni più diffuse e a diffondere corrette pratiche nutrizionali, campagne di vaccinazione e profilassi. Si cerca inoltre di favorire piccole attività produttive, anche attraverso AMU, dando autonomia economica alle famiglie. Si apre poi nel 2004 la scuola elementare “Unipar” per accogliere bambini maltrattati e spesso abbandonati dai genitori: luogo dove trovano rifugio e qualcuno che abbia cura di loro.

Riconosciuta dal governo e considerata dal Ministero dell’Educazione come  un modello di buone pratiche  tanto da inviarvi gli insegnanti pubblici della regione per completare la loro formazione professionale, la scuola Unipar utilizza una metodologia centrata nella fiducia, solidarietà, pro-socialità e cultura del dare.

Diverse le situazioni difficili cui insegnanti e operatori si trovano ad affrontare come la scarsa alimentazione dei bambini e l’abbandono scolare; così si è avviato il progetto “Salute – Educazione – Alimentazione”, a cui contribuisce AFN con il sostegno a distanza per dare continuità alle azioni intraprese e garantire il sostentamento e l’istruzione dei bambini.  Per loro è stato introdotto un secondo pasto  perché per molti  il  cibo che ricevono a scuola è l’unico di tutta la giornata. Si visitano periodicamente le famiglie, cercando di seguire da vicino  ogni singola situazione. Si svolgono tante attività educative per i bambini, che  hanno vinto anche concorsi di lettura a livello dipartimentale; si insegna arte e danza e la pratica dello sport come sviluppo integrale della persona.

E’ molto bello vedere come i ragazzini mantengano la scuola, preoccupandosi che sia sempre pulita;  non scrivono sui muri, raccolgono la spazzatura, sono amabili con i visitatori e ringraziano per tutta la solidarietà che arriva.

Adesso la scuola con il passare degli anni, anche a causa dell’ambiente molto umido, comincia a mostrare segni di cedimento e necessita di riqualificare le proprie strutture.

In particolare, risultano rovinati il tetto e le fondamenta per le infiltrazioni di acqua e alcune aule che hanno bisogno di riverniciatura e messa in sicurezza per permettere ai bambini di frequentare le lezioni.

La situazione richiede  di effettuare i lavori di riqualificazione con urgenza che  diano la possibilità di continuare ad offrire i servizi per i bambini. Servizi che il Sostegno a Distanza garantisce  formando gli uomini e la società di domani con gli strumenti utili e necessari a costruire un futuro migliore.

Giovanna Pieroni

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