Alla ricerca di un rifugio sicuro

Continua l’iniziativa a sostegno dei bambini profughi siriani e iracheni in Libano. La piccola Chaed è una bambina molto sveglia e matura per la sua età. Arriva dalla Siria, fuggita [...]

Continua l’iniziativa a sostegno dei bambini profughi siriani e iracheni in Libano.

La piccola Chaed è una bambina molto sveglia e matura per la sua età. Arriva dalla Siria, fuggita insieme alla sua famiglia dagli incessanti bombardamenti della sua città per rifugiarsi a Bekka, vicino alla frontiera. Chissà , forse è proprio a causa di quegli incessanti bombardamenti che Chaed ha gravi problemi di udito.

Nel 2012, grazie al Sostegno a Distanza, arriva all’Irap (Institut dè rèèducation audio-phonètique) per una visita specialistica e viene subito inserita in un’unità di educazione specializzata. La sua vita prima dei bombardamenti era molto diversa. Il suo papà era impiegato in un’impresa di Damasco, ma, da un giorno all’altro, si è ritrovato senza lavoro e con quattro figli a carico. Dopo un susseguirsi di impieghi precari ed occasionali, ha avuto un incidente sul lavoro, a causa del quale siè ferito gravemente ad un ginocchio. La lunga degenza gli ha reso impossibile lavorare per circa quattro mesi, mentre la famiglia richiedeva dei beni di prima necessità .

Per far fronte a questa situazione difficile, i contributi del sostegno a distanza sono stati devoluti per aiutare materialmente e moralmente l’intera famiglia, come avviene in casi di particolare urgenza. Cosi, il papà è stato curato, fa abitualmente la fisioterapia e lavora secondo le possibilità che trova, mentre una èquipe assicura il cibo e le cure primarie alla famiglia.

Oggi Chaed pernotta per tutta la settimana nell’istituto, nel quale frequenta i corsi specialistici. Nonostante i problemi all’udito, i suoi progressi sono ottimi: sta imparando l’arabo e il francese in modo svelto e attivo. Quando ritorna a casa, anche i fratelli risentono dei benefici della piccola e i genitori stanno migliorando il loro francese grazie agli insegnamenti della figlia.

Quella della famiglia di Chaed è solo una delle tante storie di disperazione e fuga che hanno come protagonisti i profughi siriani, arrivati in Libano alla ricerca di un rifugio sicuro. Nel quartiere di Biacout, a Beirut, ogni giorno sono sempre di più i bambini siriani che rimangono in strada, senza un posto dove stare. Partendo da questa costatazione, è iniziata da novembre 2015 un’azione a sostegno dei bambini siriani che, grazie ai vostri contributi, ha reso possibile l’apertura di una classe scolastica con l’obiettivo di aiutare i bambini a mettere le basi per inserirsi nel sistema scolastico libanese.

Questo rappresenta di sicuro una nuova e interessante sfida, nonchè un’opportunità concreta di accoglienza e integrazione. “Grazie a gesti concreti di solidarietà riusciamo a far fronte alle spese che aumentano “. Ci scrive Janine Safa, referente SAD in Libano. “Siamo sommersi dagli appelli quotidiani, ma facendo il giro delle famiglie l’amore circola e dà conforto. Con la vostra condivisione, la vostra amicizia, le vostre lettere siete uno con noi che siamo, grazie a voi, messaggeri di felicità . ”

Anita Leonetti

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