Assegno unico ai figli. A chi spetta e come

Il disegno di legge delega approvato il 30 marzo 2021 ha introdotto nel nostro ordinamento l’assegno unico. L’operatività sarà definita entro tre mesi, attraverso l’emanazione di appositi decreti legislativi da [...]

Il disegno di legge delega approvato il 30 marzo 2021 ha introdotto nel nostro ordinamento l’assegno unico. L’operatività sarà definita entro tre mesi, attraverso l’emanazione di appositi decreti legislativi da parte del Governo.

Come si ottiene

L’accesso all’assegno unico è assicurato per ogni figlio a carico con i criteri di universalità e progressività di seguito elencati:

  • l’ammontare dell’assegno è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall’Isee o da sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nel nucleo familiare;
  • ai fini dell’accesso e per il calcolo di altre prestazioni sociali agevolate, il computo dell’assegno unico e universale può essere differenziato nell’ambito dell’Isee fino eventualmente ad azzerarsi;
  • è pienamente compatibile con la fruizione del Reddito di cittadinanza;
  • non è considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefici e prestazioni sociali previsti da altre norme in favore dei figli con disabilità;
  • è ripartito nella misura del 50% tra i genitori ovvero, in loro assenza, è assegnato a chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • è concesso in forma di credito d’imposta ovvero di erogazione mensile di una somma in denaro.

Decorrenza e importo

Il beneficio viene riconosciuto dal 7° mese di gravidanza e consiste in una quota media mensile fino a 250 euro (l’importo varierà in base all’Isee).

Spetta sino a 21 anni

Dai 18 ai 21 anni, sempre per i figli a carico, l’assegno è corrisposto con importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni, ma solo in presenza di determinate condizioni (es. percorsi di formazione scolastica, tirocini o percorsi lavorativi a basso reddito, disoccupazione) con la possibilità, peraltro, di corrisponderlo direttamente al figlio maggiorenne, per favorirne l’autonomia.

Figli disabili

Per quanto riguarda i figli con disabilità, è prevista una maggiorazione graduata secondo la gravità della disabilità rispetto agli importi riconosciuti ai figli minorenni e maggiorenni in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50%. In tal caso l’assegno viene corrisposto, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del 21° anno di età qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

Terzo figlio

Per i figli successivi al secondo, l’importo dell’assegno è maggiorato.

Condizioni

L’assegno universale è subordinato al possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

  1. essere in possesso della cittadinanza italiana, ovvero essere un cittadino di paesi facenti parte dell’Ue, o suo familiare, in quanto titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere un cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  2. essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  3. vivere con i figli a carico in Italia;
  4. essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Cosa sostituisce

L’introduzione dell’assegno unico comporta il graduale superamento o la soppressione delle seguenti misure:

  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • assegno di natalità;
  • premio alla nascita;
  • fondo di sostegno alla natalità previsto dall’articolo 1, commi 348 e 349, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
  • detrazioni fiscali;
  • assegni familiari.

Per il presidente del Forum delle Associazioni Familiari Gianluigi De Palo: «è una legge che valorizza i figli come bene comune. La grande novità è che, finalmente, in Italia un bambino viene considerato un Bene Comune e le famiglie non devono chiedere scusa per aver messo al mondo un figlio, ma vengono seguite e accompagnate dallo Stato. Ora, è il tempo del coraggio. Di fare scelte che abbiano il ‘gusto del futuro’. L’assegno unico unisce tutto il mondo politico. Da qui si può e si deve ripartire. Non è il momento di avere il braccino corto. Se dobbiamo farlo, facciamolo bene. Facciamo un capolavoro.»

Paolo De Maina

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