Assegno Unico Universale. La ministra Elena Bonetti incontra i presidenti delle associazioni del Forum famiglie.

Entrerà in vigore a  marzo e non a gennaio 2022, come previsto, l'Assegno Unico Universale, misura a sostegno della genitorialità concessa a tutti i nuclei familiari con figli a carico [...]

Entrerà in vigore a  marzo e non a gennaio 2022, come previsto, l’Assegno Unico Universale, misura a sostegno della genitorialità concessa a tutti i nuclei familiari con figli a carico a decorrere dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni, sostituendo assegni familiari, assegno temporaneo, detrazioni e bonus vari.

Mentre si attende il decreto attuativo con il quale vengono fissate le modalità per farne richiesta, il Forum delle Associazioni Familiari in una nota tecnica inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi solleva alcune criticità e la necessità di vari interventi come l’allocazione di più risorse, l’eliminazione del limite Isee e una riforma fiscale che tenga conto del fattore famiglia.

Ieri intanto i presidenti delle associazioni aderenti al Forum Nazionale delle Associazioni Familiari hanno incontrato  la ministra Elena Bonetti.
Pietro Parlani, presidente di Azione Famiglie Nuove,  ha sottolineato  l’importanza di una visione integrale della società e della famiglia, promotrice di giustizia sociale per tutti. Riportiamo una sintesi del suo intervento: “Il riconoscimento dell’assegno unico rappresenta un passo nel senso dell’universalità dei percettori.  – ha affermato Parlani. – Ma oltre a correre il rischio di subire dei rallentamenti nell’applicazione, esiste il pericolo che venga inteso come una misura settoriale senza una visione complessiva ed integrale delle scelte politiche che si intendono perseguire.   La razionalizzazione delle misure attuali, dalle detrazioni fiscali ai vari bonus, con l’aggiunta di 6 miliardi di euro è una dotazione limitata in un tempo dove si parla di grandi investimenti.  Non bisogna porre l’assegno unico in conflitto con altre misure esistenti quali ad es. il reddito di cittadinanza, ma bisogna armonizzarlo con questa misura nell’ottica di una visione complessiva di giustizia sociale che si vuole perseguire, modulandolo in base al reale carico famigliare. Per questo occorre collegarlo con la riforma fiscale che costituisce uno dei cambiamenti strutturali richiesti da tutti ed anche dalle famiglie, al governo di larghe intese. 

Purtroppo le  diverse proposte emerse nelle audizioni parlamentari sul reddito delle famiglie,  – continua Parlani – sembrano premiare maggiormente i redditi più alti e non quelli medio bassi con il risultato di incentivare di fatto la precarietà economica che è gran parte delle cause del gelo demografico. E’ impossibile non collegare una vera politica per la famiglia, senza colpire tutte le forme di lavoro che rendono insicura la prospettiva di chiunque vorrà dare accoglienza ad un figlio. 
Il ricorso abnorme al part time involontario, che colpisce in maniera particolare le donne, la mancanza di stabilità e prospettiva di futuro aggravata dalla facilità di risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro. 

Così come è evidente che la carenza di un’abitazione è una dei problemi per chi vuol creare una famiglia. Non si tratta solo di facilitare dei mutui bancari per i giovani, come proposto dal governo, ma di attuare  una politica di edilizia pubblica di qualità e accessibile anche a chi non può permettersi un mutuo. Si tratta cioè di porre attenzione ai bisogni reali delle persone e delle famiglie. 
Esiste, infine,  – conclude Parlani –  l’oggettiva iniquità della costruzione dell’Isee che penalizza le famiglie numerose: servirebbe un tavolo tecnico con tempi predefiniti per la proposta di soluzioni concrete e fattibili. 

In sintesi, è necessario:
·        Aumento certo e progressivo della dotazione assegno unico per evitare di avere troppe distorsioni nell’applicazione (ma questo già esiste come forum).
·        Partecipare alla definizione del quadro complessivo della riforma fiscale.  
·        Rivedere la normativa sul lavoro nel senso di contrastare la precarizzazione come nemica principale di ogni progetto futuro per persone e famiglie.  
·        Attuare una politica della casa pubblica accessibile a tutti con dignità attuando forme partecipative in campo urbanistico. 
·        Istituire una commissione tecnica con la missione predefinita nei tempi per correggere le distorsioni attuali a sfavore delle famiglie con figli“.

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