Cercando umanità

Elisa e Alessandro: viaggio di nozze alla scuola di Acatzingo in Messico Non è passato inosservato il rientro di Elisa, 32 anni, e Alessandro, 37 anni, dal loro viaggio di [...]

Elisa e Alessandro: viaggio di nozze alla scuola di Acatzingo in Messico

Non è passato inosservato il rientro di Elisa, 32 anni, e Alessandro, 37 anni, dal loro viaggio di nozze. Attraverso i fotoracconti quasi “in diretta” dei loro spostamenti “coi piedi per terra” hanno saputo appassionare molte persone e la stampa locale ha sottolineato i 40.000 i contatti del loro blog “coipiediperterra” .

Lei interprete e lui fotografo di Negrar (in provincia di Verona) hanno visitato realtà del mondo poco pubblicizzate, senza utilizzare aerei, ma navi cargo e pullman, scoprendo che “nel mondo c’è più gente disposta ad aiutare che a remare contro”.

“In questi giorni abbiamo fatto esperienza di quello che tanto andiamo cercando in questo viaggio: umanità.”- scrivono i due sposini, raccontando di aver incontrato, nel loro viaggio, un gruppo di persone dei Focolari che hanno costruito con le loro forze e un po’ di provvidenza la prima scuola ad Acatzingo.

Essa sorge veramente in mezzo al nulla, nella frazione di Santa Maria. “Siamo nella campagna a sud di Puebla a circa 200km da Città del Messico. Le strade sono talmente messe male che ci si mette una vita per arrivare. Paesini polverosissimi, dove la gente va in giro a piedi e i bambini crescono da soli perché non c’è la cultura dell’educazione del figlio. Prima che ci fosse la scuola, i ragazzini non si sognavano neppure di ricevere un’istruzione e il lavoro nei campi occupava tutta la loro giornata. Le insegnanti sono andate di casa in casa per spiegare ai genitori l’importanza che la scuola poteva rivestire nella vita dei loro figli e, nonostante questi sforzi, i primi anni le classi si riempivano e svuotavano ogni giorno per via dei continui ripensamenti dei genitori degli alunni.”

La scuola ha compiuto vent’anni, durante i quali non si è mai smesso di lavorare per ottenere i permessi necessari per farla funzionare, raccogliere i fondi per costruire nuove aule mano a mano che gli studenti crescevano di numero. Ogni singola pietra e ogni singolo mattone, usati per costruire le aule, sono costati fatica e impegno da parte di tutti quelli che hanno collaborato all’edificazione.

E’ dotata anche di un’infermeria, dove una dottoressa presta servizio due volte a settimana e di uno studio dentistico in cui un medico italiano volontario passa le sue ferie un mese all’anno, cercando di fare miracoli ai denti dei bambini e delle loro famiglie; come è avvenuto a Miguelito nato con la lingua attaccata al palato: il dottor Manlio è riuscito, durante una delle sue visite ad operarlo con successo e a cambiargli la vita.

Oggi circa 200 bambini in un ambiente di grande povertà, frequentano asilo, elementari e medie grazie al sostegno a distanza di Azione per Famiglie Nuove Onlus.

Tramite la solidarietà, mirata a sostenere le spese della retta scolastica, dei pasti, dei libri e della divisa degli alunni, si dà la possibilità non solo al bambino, ma alla famiglia e alla comunità di crescere dal punto di vista della salute, dell’istruzione e di una formazione umana basata sui buoni valori e sull’etica dell’amore reciproco che pazientemente si cerca di vivere e trasmettere. La consapevolezza di sentirsi amati, dai volontari della scuola e da sostenitori dall’altra parte del mondo, dà la forza di credere in se stessi e valorizzare la propria vita.

Questa azione umanitaria di AFN ha ricevuto l’encomio del Ministero del lavoro del Messico che ha realizzato e fatto circolare in tutte le università e scuole superiori messicane un servizio filmato sul metodo pedagogico e sulla fortunata integrazione dei bambini provenienti da ceti differenti definendola “una scuola creatrice di uomini nuovi”.

In Italia  – concludono Elisa e Alessandro- siamo bombardati di associazioni che pubblicizzano programmi simili, ma alzi la mano chi non si è mai chiesto effettivamente poi dove vanno a finire i soldi. Conoscendo il programma Santa Maria Acatzingo abbiamo potuto sperimentare che effettivamente il denaro ricevuto viene applicato per quello per cui è richiesto e ne siamo rimasti entusiasti!”

“Nelle aule i più piccoli ci hanno accolti con gioia – continua Elisa –  chiedendoci i nostri nomi e mostrandoci i loro capolavori di plastilina; i ragazzi delle medie ci hanno salutato, alzandosi in piedi con rispetto al nostro ingresso. Ci siamo quasi commossi quando, chiedendo ad alcune ragazze cosa volessero fare da grandi, ci hanno risposto con entusiasmo ‘il medico’!” Molti altri bambini grazie alla solidarietà potrebbero non solo sognare una professione, ma sperare concretamente in un futuro migliore e divenire una risorsa per il proprio Paese.

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