Colombia, leadership collettiva

Mentre l’America Latina è il nuovo epicentro della pandemia, in Colombia la situazione è particolarmente difficile. Si prevede  il picco epidemiologico tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. [...]

Mentre l’America Latina è il nuovo epicentro della pandemia, in Colombia la situazione è particolarmente difficile. Si prevede  il picco epidemiologico tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. “In questi giorni per il Paese inizia una nuova fase di quarantena. I confini restano chiusi.  Le università e le scuole materne, elementari e medie continueranno a giugno e luglio con lezioni on line.  Molte famiglie per la perdita di lavoro e le difficoltà economiche non riescono a provvedere ai bisogni primari (cibo, alloggio, salute, sicurezza e istruzione).– Ad aggiornarci della situazione è Rocio Rada, referente dei programmi di SaD di AFN che si sviluppano in due strutture in quartieri diversi di Bogotà, strutture gestite da SOLFAMI, ONG locale con cui AFN ha un partenariato per l’amministrazione del SAD dal 1998. Si tratta del “Centro Sociale Unidad”  che si trova nella zona a sud di Bogotà, precedentemente conosciuta come Los Chircales, e l’Istituto comprensivo Sol Naciente, a circa 20km a nord, nel Barrio Tocancipa, riconosciuto dal governo e abilitato a certificare il titolo di studio raggiunto. Il primo centro  accoglie circa 200 bambini e ragazzi in stato di vulnerabilità dai 4 ai 17 anni e il secondo altri 400 circa, dai 3 ai 15 anni.

 

“Il governo colombiano ha deciso  di sospendere le lezioni in tutte le istituzioni educative. – Continua Rocio – Le strategie di apprendimento virtuale rappresentano una grande sfida poiché è necessario un cambiamento nelle metodologie di insegnamento e di apprendimento. La nostra formazione non è progettata per essere erogata da un’aula virtuale, ma abbiamo dovuto adottare quel tipo di istruzione. Alcune famiglie inoltre non hanno il computer. Un’iniziativa è stata quella di prestare 8 dei 21 computer che normalmente i bambini usano presso il centro in modo da poter ricevere le lezioni a casa. Inoltre abbiamo pensato alla elaborazione di un sondaggio che ci consente di sapere in quali condizioni effettive sia economiche che  di altra natura si trovino le famiglie. Le informazioni che raccoglieremo da tutte le famiglie ci aiuteranno ad attuare un’azione congiunta per l’intera comunità educativa. Abbiamo inoltre pensato ad una raccolta e distribuzione di cibo e a un servizio psicologico virtuale. La più grande emergenza al momento è l’alimentazione delle famiglie:  la maggior parte di loro è rimasta senza lavoro e questo rende la situazione di queste persone davvero critica, molti non hanno quasi nulla da mangiare e stanno iniziando a diventare molto ansiosi.

Grazie ad un’alleanza con la Banca alimentare dell’Arcidiocesi di Bogotà e i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari e grazie anche ad altre donazioni locali, abbiamo consegnato più di 480 prodotti alimentari e una considerevole quantità di pollo: 630 polli interi e 1.300 petti, oltre a frutta e verdura che siamo riusciti a consegnare a 200 famiglie. La situazione che stiamo vivendo ha messo in evidenza una leadership collettiva e ci ha portato ad una grande vicinanza non solo con i  bambini ma con l’intera comunità”.

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