Colombia, Los Chircales: “Reinventare noi stessi”

La crisi sanitaria da Covid-19 ha messo in luce grossi problemi socio-economici che la Colombia deve affrontare. Circa 5 milioni di persone nel Paese hanno perso il lavoro a causa [...]

La crisi sanitaria da Covid-19 ha messo in luce grossi problemi socio-economici che la Colombia deve affrontare. Circa 5 milioni di persone nel Paese hanno perso il lavoro a causa della pandemia. La situazione di molte famiglie è critica. Tante non hanno quasi nulla da mangiare. Anche la comunità del progetto, gestito dalla nostra controparte locale SOLFAMI (Asociacion Solidaridad con Familias), a sud di Bogotà, deve affrontare numerose difficoltà.  Un’analisi messa a punto dai nostri collaboratori ha consentito di verificare le condizioni effettive delle famiglie, sia economiche che di altra natura, per attuare un’azione congiunta a favore dell’intera comunità. Grazie ad un accordo con la Banca alimentare dell’Arcidiocesi di Bogotà e i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari , alla generosità dei sostenitori di AFN e di altre associazioni locali,  è stato possibile ai nostri operatori locali distribuire beni di prima necessità, kit di igiene e una considerevole quantità di pollo, frutta, verdura e altri prodotti alimentari.  

Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, l’accompagnamento di bambini e famiglie è andato avanti trovando nuove modalità di attuazione. “Insieme possiamo ancora una volta reinventare noi stessi in modo che il nostro contributo abbia un impatto sempre maggiore. Ad anno concluso abbiamo pensato di condividere la nostra vita e le attività svolte per i bambini con voi, sostenitori e attori sociali, per ringraziarvi della vicinanza e sentirci ancor più un’unica famiglia”. Scrive Rocio Rada, referente del programma SaD di AFN in Colombia, invitando i sostenitori del progetto ad una fiera virtuale sabato 28 novembre alle 20.30 (ora italiana).

Durante l’evento sarà presentata la proposta di SOLFAMI per costruire un mondo più fraterno e per rafforzare la collaborazione con altri attori sociali. Sarà possibile interagire in tempo reale con i protagonisti di questo incontro, contando sulla traduzione simultanea in inglese e italiano. L’evento si inserisce nel contesto del centenario di Chiara Lubich, ispiratrice di queste opere sociali.

Due le strutture gestite da SOLFAMI: il “Centro Sociale Unidad” accoglie circa 200 bambini in stato di vulnerabilità dai 4 ai 17 anni. A circa 20km a nord, nel Barrio Tocancipa, l’Istituto comprensivo Sol Naciente, riconosciuto del governo e abilitato a certificare il titolo di studio raggiunto, è frequentato da circa  400 studenti dai 3 ai 15 anni.

Le attività svolte in questi anni comprendono, oltre a un ciclo scolastico completo dalla scuola materna alle superiori, diversi workshop di educazione civica e di interculturalità; un laboratorio di semina di ortaggi; classi di canto, di musica, di danza; rinforzo scolastico di matematica, spagnolo e inglese; incontri periodici con le famiglie per approfondire i temi inerenti la genitorialità; uno sportello di consulenza legale;  visite mediche periodiche;  la merenda quotidiana per tutti i bambini.  

Oltre 2000 bambini e persone che hanno beneficiato del progetto e della sua azione a vasto raggio in circa 40 anni e che ha consentito alla gente del posto di diventare protagonista del proprio destino. 

Era il 1977 quando un gruppo di giovani dei Focolari, raccogliendo la sfida lanciata da Chiara Lubich nel ’77 -“dimostrare l’amore coi fatti” -, comincia a fare visita a questo quartiere, Los Chircales. Un’area a sud di Bogotà  che prende nome dai mattoni lavorati  con metodi artigianali in cui la manodopera sono i bambini, adibiti sin da piccoli al trasporto dei mattoni fino al forno; poi a zappare la terra e a tirar fuori il  fango dal mulino per la preparazione dell’impasto.

La collaborazione di volontari – un medico, un dentista, la presenza delle maestre –  crea negli anni forti opportunità di riscatto per i bambini e le famiglie. José Macedonio, ad esempio, che aveva cominciato a bere da bambino, pian piano sceglie di cambiare vita e fare qualcosa per la sua gente. Insieme alla giovane moglie Gabrielina, mette a disposizione una parte della sua casetta in costruzione, che diventerà la prima sede  per l’avvio delle attività del centro dove collaborano in prima persona.  Il comune di Bogotà provvede  alla costruzione di servizi idrici, fognari, elettrici. Dal ’98 i programmi di sostegno a distanza di AFN sono ulteriore volano per arginare miseria, alcolismo e analfabetismo. Come Gabrielina e Macedonio, tanti bambini testimoniano una speranza diventata realtà. La sfida dell’emergenza sanitaria da covid 19 richiede un nuovo impegno perché l’azione avviata non si arresti ma abbia un impatto ancora maggiore.

Giovanna Pieroni

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