Convegno per separati in nuova unione

Il convegno fa parte di un percorso formativo intrapreso qualche anno fa da Famiglie Nuove, differenziato a seconda delle criticità e sofferenze della famiglia di oggi: coppie che attraversano una [...]

Il convegno fa parte di un percorso formativo intrapreso qualche anno fa da Famiglie Nuove, differenziato a seconda delle criticità e sofferenze della famiglia di oggi: coppie che attraversano una CRISI nel loro rapporto, coniugi che con la SEPARAZIONE sono rimasti soli ad educare i loro figli, e più recentemente anche coniugi divorziati passati a NUOVA UNIONE.

Il Convegno svoltosi dal 15-17 gennaio 2010 (Centro Mariapoli di Castel Gandolfo – RM) e diretto a questa ultima tipologia di persone, ha visto la presenza di 150 partecipanti, provenienti dall’Italia e da Francia, Spagna, Portogallo e Croazia. Tra questi una cinquantina di animatori e 20 uditori fra cui 5 sacerdoti interessati alle problematiche delle coppie in nuova unione.

L’incontro dal titolo: “A chi mi ama, mi manifesterò ” (cf. Gv 14,21) rispondeva alle attese più profonde dei partecipanti, segnati da esperienze dolorose e sofferte ma spinti dal desiderio di scoprire Dio nella loro vita e impegnarsi in un cammino di fede alla luce del Vangelo.

Accanto a temi e workshop di carattere psicologico-relazionale e pedagogico, il programma prevedeva perciò un approfondimento anche spirituale, mediante il quale rintracciare, nella vita odierna cosଠvorticosa, le diverse presenze che Dio ha scelto per rimanere fra gli uomini. Grande la gioia di tanti nello scoprire che è possibile incontrare Dio nella Sua Parola, nell’amore al fratello, nella Gerarchia, nella comunità unita nel nome di Gesù, nell’intimo del nostro cuore, nel dolore accettato e offerto per amore…

I partecipanti hanno acquistato forza e slancio nuovi per portare anche ad altri il dono ricevuto, accettando con una nuova comprensione le norme della Chiesa riguardanti i Sacramenti nella condizione di separati in nuova unione. “Dio ci vuole vicini e ci ama – diceva una partecipante – Lui conosce la nostra sofferenza e non è merito nostro se oggi siamo qui a raccontarci la nostra fede ma è anche questo un dono Suo, se ancora sentiamo forte il desiderio di rimanergli accanto nonostante una situazione personale irregolare. “

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