Dall’Oriente sulla scia di una cometa

Il racconto emozionato dell’incontro tra una famiglia e la ragazza sostenuta a distanza. “Non siamo mai andati in Thailandia, non abbiamo mai viaggiato così lontano, se ci siamo spostati, lo [...]

Il racconto emozionato dell’incontro tra una famiglia e la ragazza sostenuta a distanza.

“Non siamo mai andati in Thailandia, non abbiamo mai viaggiato così lontano, se ci siamo spostati, lo abbiamo fatto sempre in paesi occidentali. Probabilmente la povertà non l’abbiamo mai vista.” – Così la famiglia Baccino, che per una serie fortunata di eventi, unici e irripetibili, un giorno ha ricevuto una lettera. Poche parole, ma la speranza di poter incontrare colei alla quale per tanto tempo hanno solo scritto.

“Quando si sceglie di percorrere una strada nuova, non sai mai dove questa ti possa condurre. Analogamente quando formi una famiglia nuova non sai mai chi ti capita di conoscere…”

Una mattina di fine settembre si preparano con i tre bambini di 5,8, 11 anni e da Fogliano Redipuglia, in provincia di Gorizia, si recano all’appuntamento speciale. Il loro pensiero vola lontano a quelle figure bibliche simbolo di chi si lascia guidare dalla scia di una cometa che illumina l’esistenza. “Vi potrei dire di quanto ero emozionato e allo stesso tempo sorpreso, ma sarebbe banale e vi lascio immaginare il misto di sensazioni provate: spaesato, curioso, emozionato, imbarazzato, nervoso, emozioni tutte come fossero amalgamate e pennellate sulla tela da un pittore. Aiutare una persona a distanza, chiaramente non è mai come crescere un figlio in casa, comunque molto spesso il pensiero vola fino a lei, soprattutto quando passi davanti ad una suo foto, quando rileggi le sue lettere ed apprendi i suoi progressi, quando una brutta notizia data dal telegiornale riguarda proprio la sua terra. Là… troppo lontano e sconosciuto; là… cosa vuol dire là.”

Tutto ha avuto inizio 8 anni fa, quando dopo la nascita del loro secondo figlio, i Baccino hanno deciso di dare una mano a qualcuno meno fortunato di loro. Thumtaisong Chitkasem è la più piccola di tre fratelli, che chiamano Ai. Vive a Phuket, città situata su un’isola tailandese sull’oceano indiano, uno dei centri maggiormente colpiti dallo thsunami del 2004. Il modesto e saltuario lavoro della madre è l’unica fonte di sostentamento della famiglia. Dal’93, attraverso il sostegno a distanza, ha avuto l’opportunità di ricevere un’istruzione insieme all’aiuto per le necessità di base. Oggi frequenta dei corsi che termineranno tra un paio di anni, permettendole di avere un lavoro nel settore agricolo come lei desidera.

Nel Piazzale del Divino amore alla beatificazione di Chiara Luce con  migliaia di persone felice c’è anche lei.  Ne ha fatta di strada per arrivare fin qui, sotto tanti aspetti. E’ di religione buddista ed ha seguito l’evento insieme a un’altra ragazza e una suora traduttrice con estremo interesse e profonda commozione, cogliendo nel percorso spirituale della neobeata quei valori e quell’ascetica insiti anche nella sua religione. Il viaggio, organizzato dalla comunità dei Focolari e reso possibile dalla comunione dei beni di tanti, prevedeva una tappa a Loppiano (Incisa Valdarno). E’ qui che è avvenuto l’incontro senz’altro memorabile tra Ai e la famiglia Baccino, nella cittadella della fratellanza universale dove la legge dell’amore compie miracoli, animando la vita di un principio nuovo.

 Fare un sostegno, secondo me, è uno strumento grandioso, un modo di aprirsi all’altro. Forse il primo modo, quello più semplice dal punto di vista materiale; difficile invece è avere la certezza che veramente stai facendo qualcosa per qualcuno.

Ai ci ha ringraziato tantissimo per l’amore che le dimostriamo aiutandola in tutti questi anni, ci ha portato anche dei dolci e dei piattini di conchiglie. E noi abbiamo ringraziato lei: per la gioia e la libertà che ci da’ di sperimentare. Anche noi le avevamo portato dei piccoli segni del nostro affetto, i bambini dei disegni.

Ci siamo resi conto che quel che poco che siamo riusciti a fare ha un grande significato, che veramente c’è la possibilità di aiutare un’altra persona, anche se non la vedi.

Alla fine la sorpresa più bella, quella che inaspettatamente ti fanno i figli che nonostante un giorno di viaggio scomodo, la giornata uggiosa, i panini e come se non bastasse il breve tempo trascorso insieme, ti dicono sia stata un’esperienza fantastica, sicuramente unica e memorabile.”■

Giovanna Pieroni

 

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