dramma di eluana no alla sospensione dell alimentazione

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI.Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza, rispetto e comprensione per una vicenda umana che indubbiamente comporta una grande sofferenza e decisioni non facili, certamente [...]

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI.Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza, rispetto e comprensione per una vicenda umana che indubbiamente comporta una grande sofferenza e decisioni non facili, certamente aggravate dal clima ideologico che circonda questa vicenda.Ma diciamo no alla sospensione dell’alimentazione, perchè non si tratta di astenersi dall’accanimento terapeutico ed accettare l’evidenza di una vita che si sta spegnendo. Eluana nonè un malato terminale (puಠbenissimo vivere ancora per vari anni), nè una persona che sta morendo con atroci sofferenze, nèè “attaccata ” ad alcuna macchina. Viene alimentata tramite un sondino naso-gastrico, si addormenta e si sveglia in modo regolare, ogni giorno viene alzata dal letto per eseguire la fisioterapia e viene seduta in carrozzina. Non ha lesioni da decubito o malattie in atto. Tante persone sono nelle sue condizioni, molte di queste sono accudite in famiglia.Se esaminiamo la questione dal punto di vista medico, si puಠaffermare inoltre che:La scienza oggi non ha ancora raggiunto dati definitivi sullo stato vegetativo persistente: non puಠquindi pronunciarsi in modo certo sul grado di consapevolezza di sè e sulle interazioni con l’ambiente di queste persone, nè sull’evoluzione di tali condizioni.Da più parti si sta delineando una distinzione tra vita biologica e vita biografica, cioਠvita capace di relazione, proponendo la presunta cessazione della vita biografica come confine del prendersi cura. Ma il criterio di dignità di vita non puಠcoincidere con una evidente capacità di comunicazione e di relazione con il mondo esterno.La dignità della vita di ciascunoè un valore intrinseco, non dipende dalle circostanze esistenziali, nè dal riconoscimento da parte degli altri di tale dignità . L’uomo o la donna di cui ci si prende cura, anche se gravemente impediti nell’esercizio delle loro funzioni cognitive, sono e rimangono sempre esseri umani (non “un vegetale “).Il “caso Eluana ” rischia di creare un precedente che potrebbe avallare l’abbandono di altre persone in situazioni similari per lesioni cerebrali gravi che limitano fortemente la capacità di relazione.Preoccupa inoltre il fatto che si stiano arrogando poteri decisionali nella prassi di cura altre figure, con competenze diverse da quella medica. Il medico diviene in tal modo un mero esecutore di decisioni prese al di fuori del rapporto fiduciale con il paziente, rapporto che, da Ippocrate ai giorni odierni, rappresenta il fondamento della medicina.Per tali motivi, sosteniamo che non si puಠsospendere l’alimentazione ad Eluana.Nello stesso tempo questa situazione ci richiama ad un rinnovato impegno a difesa della vita in tutte le sue fasi, prima di tutto di solidarietà fattiva, verso ogni persona, specie se più debole e fragile un impegno non secondariamente anche culturale ed educativo.Servizio Informazione Focolari – sif.press@focolare.org

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