Emergenza covid-19, Siria: “generare speranza”

I bambini del doposcuola “Generation of Hope” di Homs in Siria sono ancora in attesa di riprendere le loro attività. Durante il mese di luglio, è stato possibile tenere aperto [...]

I bambini del doposcuola “Generation of Hope” di Homs in Siria sono ancora in attesa di riprendere le loro attività.

Durante il mese di luglio, è stato possibile tenere aperto il Centro, utilizzando tutte le misure di precauzione: disinfettando le classi e i materiali più volte, facendo venire alla scuola solo due classi al giorno per evitare assembramenti. “I genitori erano contenti sapendo che i bambini dopo tanti mesi potevano rimettersi a studiare”. – Ci scrive Sandra Al Fares, direttrice del doposcuola.

Poi a inizio agosto, dato l’aumento del numero dei contagi a causa dell’emergenza sanitaria covid-19, le attività sono state interrotte. Gli insegnanti però hanno sempre mantenuto vivo il rapporto con bambini e famiglie, a partire già dal lockdown prolungatosi dal 15 marzo al 5 luglio 2020 e il team di consulenza psicologica ha continuato a seguire i bambini presi in carico.

 Monitorare la situazione del covid-19 in Siria non è facile, ci sono enormi lacune nei test e una carenza di dispositivi di protezione individuale. Dopo quasi dieci anni di conflitti e sfollamenti, il sistema sanitario è fortemente indebolito, con ospedali bombardati, deficit di equipaggiamenti e medici costretti a fuggire. La situazione economica del Paese, già fortemente messa in crisi dalla guerra, è ulteriormente aggravata dall’impatto delle restrizioni del covid-19 e un elevato numero di minori soffre anche di malnutrizione.

In questo contesto, il doposcuola di Homs, inserendosi all’interno del più vasto programma Emergenza Siria, realizzato da AMU, in collaborazione con AFN, continua a generare speranza tra le famiglie, offrendo supporto a bambini che presentano difficoltà di apprendimento, assistenza psicologica e logopedica a coloro che hanno risentito delle conseguenze traumatiche  della guerra.

Si accompagnano anche le madri dei bambini.  Queste, aprendosi con gli operatori raccontano  le emozioni che stanno vivendo e l’impatto del Coronavirus sulla vita familiare. I genitori hanno serie difficoltà economiche ad acquistare generi alimentari. “Tariq Asi insieme ai suoi fratelli ha avuto l’idea di come aiutare la mamma nelle spese: costruire il gioco dello “yoyo” con l’attrezzatura disponibile a casa e  venderlo  ai suoi amici! – Conclude Sandra Al Fares.  – Nel dialogo con le madri, è emersa l’importanza e il bisogno di uno spazio come questo, dove condividere preoccupazioni, problemi e soluzioni, per trovare e dare aiuto e conforto ”.

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