Eruzione vulcano Taal, notizie dai progetti SAD di Tagaytay

Le strade, le macchine e gli alberi sono coperti da un fitto strato di cenere causato dalla violenta eruzione del vulcano Taal, uno dei 20 vulcani attivi dell’arcipelago filippino, situato a 70 [...]

Le strade, le macchine e gli alberi sono coperti da un fitto strato di cenere causato dalla violenta eruzione del vulcano Taal, uno dei 20 vulcani attivi dell’arcipelago filippino, situato a 70 chilometri a sud di Manila.

In questo paese, che sorge  sulla cosiddetta «cintura di fuoco» del Pacifico, e dunque tra quelli più soggetti a disastri naturali, sono 6 i centri sociali che accolgono minori in condizioni di vulnerabilità grazie a progetti di sostegno a distanza (SAD) di AFN. Due di questi progetti sono a Tagaytay in prossimità dell’area colpita dall’eruzione di Taal, avvenuta il 12 gennaio scorso in serata (ora locale). Si tratta di Pag Asa  center e Bukas Palad Tagaytay: il primo di questi due centri offre assistenza scolastica, medica e nutrizionale a 350 minori, il secondo centro a 139 bambini, tutti provenienti da famiglie indigenti di vari quartieri di Tagaytay. Si offre loro anche una formazione umana allo scopo di renderli capaci di partecipare concretamente e consapevolmente al cammino verso l’ auto-sufficienza.

I nostri collaboratori locali ci rassicurano che tutti stanno bene e sono stati fatti evacuare.
Secondo l’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) infatti potrebbe esserci un’altra “esplosione pericolosa” accompagnata dalla possibilità di uno tsunami vulcanico dal momento che Taal è situato sull’isola di Luzon in mezzo ad un lago. Le autorità filippine hanno sollecitato l’evacuazione per  oltre mezzo milione di abitanti dei dintorni della capitale.

L’aria continua ad essere irrespirabile. Per proteggersi dal fumo occorre indossare occhiali e mascherine che nei negozi cominciano a scarseggiare. Mentre la cenere a causa della pioggia si  trasforma in fango, nell’intera provincia filippina di Batangas, dove si trova il vulcano, è stato proclamato lo stato di calamità.

Nella cittadella Pace  dove ha sede il centro sociale Bukas Palad alcune persone della comunità dei Focolari stanno distribuendo cibo e acqua per i bisognosi: “Il governo sta incoraggiando tutti a trasferirsi altrove per motivi di sicurezza. Per noi, finora tutto bene, ma non c’è né elettricità né acqua ed è difficile comunicare perché non sappiamo come ricaricare le batterie dei cellulari e non possiamo utilizzare i computer. Di tanto in tanto la terra trema per le scosse di terremoto dovute dall’eruzione del vulcano e c’è sempre caduta di cenere e il rischio di un’altra eruzione. Preghiamo affinché la situazione migliori, per il bene della gente qui intorno. Grazie per i messaggi, le chiamate: Vi sentiamo con noi!”

Continuiamo a seguire la situazione e a darne notizia soprattutto attraverso la nostra pagina Facebook.

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