famiglia e dialogo interreligioso il primo passo verso la pace potrebbe essere portato dai movimenti…

Pubblichiamo un’intervista al Rev. Mr. Saito di Tokyo che, insieme alla moglie Hiroyಠe alla Sig.ra Erikಠdell’Associazione buddista Rissho Kosei-Kai in aprile scorso sono stati in visita al Centro [...]

Pubblichiamo un’intervista al Rev. Mr. Saito di Tokyo che, insieme alla moglie Hiroyಠe alla Sig.ra Erikಠdell’Associazione buddista Rissho Kosei-Kai in aprile scorso sono stati in visita al Centro Famiglie Nuove.

L’impegno della Rissho Kosei-Kai nel campo della famiglia si muove in particolare sintonia con le finalità di Famiglie Nuove con cui collabora da diversi anni.Comeè stato questo viaggio?

Potrebbe dirci la sua impressione?I motivi per cui abbiamo fatto questa visita in Italia sono stati vari: Il primo era di visitare la tomba di Natalia Dalla Piccola, che oraè in Cielo. Il secondoè stato di visitare la famiglia Friso al Centro delle Famiglie Nuove. Il terzo era quello di incontrarci con gli amici del focolare di cui ci conosciamo da tanti anni.Questo viaggioè stato bellissimo, pieno di eventi che giorno per giorno superavano ogni nostra aspettativa.Abbiamo rivisto alcune focolarine del Gen Verde ricordando con gioia la loro tournà¨e in Giappone di sette anni fa. Insieme abbiamo cantato le canzoni che avevano allora preparato in giapponese!Al Centro Famiglie Nuove abbiamo potuto salutare la famiglia Zanzucchi e tutti i componenti della segreteria. Il 14 aprile abbiamo potuto partecipare alla Messa in ricordo di Chiara Lubich. In quell’occasione abbiamo potuto salutare i responsabili del Movimento dei Focolari.Siamo stati a Venezia dove abbiamo potuto godere della bellissima storia e cultura italiana. Quindi a Loppiano dove abbiamo ammirato la nuova Chiesa e fatto visita alle famiglie presenti alla Scuola Loreto che ci hanno accolto con molto calore. Abbiamo inoltre potuto incontrarci con la segreteria del movimento per il Dialogo Interreligioso.Diciotto anni fa, quando c’era stato uno scambio tra le famiglie del focolare e quelle della Rissho Kosei-Kai, mia moglie ed io abbiamo fatto uno stage in Italia. Successivamente una della nostre figlieè andata ad abitare per un anno presso la famiglia Friso. In questo viaggio i figli dei Friso, i loro nipotini e tutti ci hanno accolto con molto calore. Tutte queste cose, segno dell’amore sincero che ci lega alle persone del focolare, hanno reso questo viaggio, per noi, sinceramente indimenticabile.

Lei ha conosciuto Chiara Lubich personalmente; con lei ha avuto anche uno scambio di corrispondenza. Potrebbe dirci qualcosa sul rapporto intercorso con Chiara?

Il 18 giugno 1998è stato, per me, un giorno indimenticabile perchè ho potuto partecipare al Collegamento, la conferenza telefonica che Chiara faceva periodicamente con i focolari del mondo. Chiara mi ha chiamato sul palco e mi ha invitato a sedermi accanto a lei. Questo mi ha colto di sorpresa e sinceramente non sapevo come comportarmi. Chiara mi ha domandato con tanta gentilezza la mia impressione sulla visita che avevo effettuato il giorno precedente in Vaticano. Quindi mi ha incoraggiato con forza ad impegnarmi ancora di più nel dialogo interreligioso. Successivamente, lei mi ha scritto varie volte. Queste lettere ogni volta mi facevano ricordare il volto di Chiara e la sua forza, il suo sguardo cosଠpieno di amore. Il ricordo di quell’incontro con lei mi ha dato più coraggio nel vivere la mia vita di fede. Queste sue lettere sono il tesoro della mia famiglia.In questo viaggio abbiamo potuto visitare la casa di Chiara. Quando siamo entrati nella stanza dove aveva vissuto gli ultimi momenti della vita, davanti al suo letto, la focolarina che ci faceva da guida ci ha detto che nell’ultimo periodo della sua vita Chiara aveva voluto rileggere tutti i Vangeli per verificare se aveva cercato di mettere in pratica tutte le parole di Gesù, tutti gli insegnamenti della Bibbia. Avuta questa conferma, Chiaraè partita per il cielo.Io vorrei vivere la fede come l’ha vissuta Chiara, seguendone l’ esempio.Nella vostra visita alla Segreteria del Movimento Famiglie Nuove avete conosciuto il suo impegno per la società . Pensate che queste famiglie possano dare un contributo per la costruzione di un mondo di pace?Ho fatto visita a tanti paesi e ho visto varie situazioni sociali, conosciuto culture, religioni, e tanti contesti familiari. Questo mi ha consentito di constatare che, anche se i paesi sono diversi, la vita che si vive nella famigliaè tutta uguale. Quando la famigliaè animata dall’amore, il marito e la moglie si aiutano, i genitori curano i loro figli, i figli rispondono all’amore dei genitori. Ogni famiglia vive dei momenti di gioia e di difficoltà ; ma la famiglia possiamo dire che sostanzialmenteè un apporto d’amore al mondo.Io appartengo alla Rissho Kosei-kai. Tra gli insegnamenti cui essa si ispira, uno dice cosà¬: noi membri vogliamo impegnarci per costruire la pace nel mondo, nello Stato, nella società , nella famiglia. Mi ricordo che anche Chiara ha detto che dalla famiglia comincia la società , per cuiè importante praticare l’amore, viverlo innanzitutto nella famiglia cheè la realtà più vicina a noi; poi nella società cheè fatta di tante famiglie, poi nello Stato, poi nel mondo. In quest’ordine cosଠpossiamo costruire la pace.Io vedo che le mamme che hanno dei bambini piccoli fanno subito amicizia fra di loro, anche se magari nei loro rispettivi paesi esistono tante differenze. Quindi il Movimento Famiglie Nuove puಠessere il primo passo verso la pace e contribuire a costruirla insieme ai movimenti che si dedicano alle famiglie. Per questo motivo ho molta stima delle persone che appartengono al Movimento Famiglie Nuove perchè loro vivono questo impegno costruendo la pace intorno a loro.

Lei ha avuto l’udienza con il Papa Benedetto XVI° il 18 aprile. Quale impressione ne ha avuto?

Io ho saputo che avrei potuto salutare personalmente il Papa soltanto la sera precedente. In quel momento ho pensato: questoè un miracolo! Non avevo mai pensato che un giorno avrei potuto salutare il Papa; per questo motivo quella notte non riuscivo a dormire. Mi domandavo: perchèè successo questo miracolo? E mi sono ricordato che tuttoè iniziato dall’incontro di Chiara con il fondatore Niwano della Rissho Kosei-Kai. Io sono stato avvolto dall’amore di queste due grandi persone. Nel momento dell’udienza, il Papa era davanti a me molto luminoso, staccato da ogni attrattiva di questo mondo. In Giappone sono successi grandi terremoti e lo tzunami nello scorso marzo a causa del quale tante persone sono morte, tanti hanno perso la famiglia, la casa e il lavoro.In quelle circostanze, il giorno subito dopo il terremoto, il Papa ha fatto un appello, anche attraverso la TV chiedendo di pregare per il Giappone aiutandolo come possibile. Egli ha rivolto questo invito a tutti nel mondo. Questo ha procurato al Giappone consistenti contributi da molti paesi, sia in soldi che in persone. Io credo che quell’appello del Papa abbia mosso profondamente il cuore di tante persone nel mondo. Nell’incontro con il Papa, ho potuto dirgli che i giapponesi non dimenticheranno mai le sue parole e gli ho espresso la mia personale profonda gratitudine. Benedetto XVI ha sorriso e mi ha stretto la mano con tanta gentilezza. Questo mi ha fatto comprendere quanto amore vive nel suo cuore. Ed io ringrazio tanto le persone del focolare che mi hanno posto le condizioni per questo dono che mi sembra un miracolo.

In questo viaggio lei ha avuto l’occasione di pregare davanti alla tomba di san Francesco. Comeè stata la sua esperienza?

Le parole di Dio Buddha diventano reali per noi perchè ci sono state persone che le hanno messe in pratica. Cosà¬è per le parole di Gesù. “Amatevi l’un l’altro come ho amato voi “, “Qualunque cosa avete fatto al più piccolo l’avete fatta a me “. Queste parole di Gesù sono diventate per noi concreti insegnamenti da vivere proprio perchè c’ਠstata la testimonianza di san Francesco. Ad Assisi abbiamo visto quella bellissima chiesa, la cui meravigliosa architetturaè stata ispirata da S. Francesco. Questa chiesaè una testimonianza di fede delle persone che hanno riconosciuto le virtù di san Francesco. Per contrasto, sotto questa imponente basilica c’ਠla tomba del santo che, nella sua povertà , rappresenta un simbolo della personalità di Francesco. Il frate che ci guidava ci ha consentito di pregare proprio ai piedi dell’altare. Lଠabbiamo capito la grandezza di questa persona che aveva lasciato la vita benestante per farsi povero con i poveri. Lଠho rivisto mentalmente la sua figura e quella dei suoi confratelli che, ricevuto lo spirito di Francesco, sono partiti da Assisi verso tutto il mondo. Cosଠho potuto capire più chiaramente perchè il Papa ha scelto Assisi come un luogo in cui persone di varie religioni possono pregare per la pace nel mondo. In questo mondo di adesso ci sono persone che godono di tante ricchezze insieme a moltissime altre che soffrono a causa di guerre, di povertà , di malattie. Mi sembrava che san Francesco dalla tomba ci indicasse come si dovrebbe vivere nell’oggi del mondo. Miè sembrato che proprio dalla tomba di San Francesco si irradia nel mondo il più grande messaggio di pace.

Vorrebbe dirci altri particolari importanti di questo suo viaggio?

Appena tornato a Tokyo, ho potuto incontrare le persone del focolare del Giappone. Abbiamo cosଠpotuto raccontare loro i particolari del viaggio condividendone la gioia. Anche le attività che il focolare svolge in Giappone sono molto belle ed io, con altri membri della Rissho Kosei-Kai partecipiamo spesso. Ci scambiamo visite nelle nostre case e nei focolari. Nel mese di luglio abbiamo partecipato alla Mariapoli che siè svolta ai piedi, a Mount Fuji.Ogni volta i membri del focolare ci accolgono col sorriso, con gentilezza, ne siamo molto grati. Anche la famiglia del presidente Niwano della Rissho Kosei-Kai apprezza il focolare. Pensando che siamo di religioni cosଠdiverse, dell’occidente e dell’oriente, ma possiamo camminare insieme, tutto questo ci pare veramente un miracolo. Ringrazio tanto Chiara e il fondatore Niwano perchè hanno aperto la via di questo fatto straordinario.Per finire vorrei ringraziare tutte le persone che abbiamo incontrato in Italia, e ci hanno fatto apprezzare i suoi valori.

Giovanna Pieroni

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