Fare Sistema, l’importanza della formazione e dell’informazione

AFN è uno degli enti promotori del programma Fare Sistema Oltre l'Accoglienza, che nel biennio 2021-22 intende puntare soprattutto alla formazione. Ne parliamo con Anna Rende e Anita Leonetti, rispettivamente referente [...]

AFN è uno degli enti promotori del programma Fare Sistema Oltre l’Accoglienza, che nel biennio 2021-22 intende puntare soprattutto alla formazione. Ne parliamo con Anna Rende e Anita Leonetti, rispettivamente referente nazionale rete FSOA e coordinatrice nazionale FSOA per AFN nell’intervista a cura di Michela Micocci

Perché per il biennio 2021-2022 AFN nel suo essere promotore di Fare Sistema ha scelto di puntare così tanto sulla formazione?
Anita: Nella storia di AFN c’è sempre stata un’attenzione particolare alla formazione di famiglie e volontari che vogliano essere di supporto ai ragazzi. Ora ancora di più, perché abbiamo rilevato anche un bisogno della Rete di avere più strumenti possibili per potersi rendere disponibile. L’obiettivo che ci siamo dati nel biennio 2021-’22 rispetto a Fare Sistema Oltre l’Accoglienza è proprio questo: puntare alla formazione. Per questo abbiamo pensato e avviato i webinar.

Qual è il principio alla base di questi webinar?
Anita: non vogliamo si tratti di una formazione didascalica, perché quel che la famiglia dà al ragazzo non può rientrare in standard preordinati. Vorremmo che sia soprattutto uno scambio, una condivisione di esperienze tra gli attori della Rete. Perché è attraverso il confronto e il supporto da parte dell’equipe di FSOA che è possibile superare le difficoltà che le famiglie incontrano – se e quando questo avviene – nel mettersi in gioco concretamente. Allo stesso tempo, però, è importante che la formazione sia anche informazione: i volontari della Rete devono avere gli strumenti adatti per contestualizzare l’esperienza del ragazzo o della ragazza con cui entrano in relazione. È importante conoscere l’ambito delle migrazioni, le necessità dei migranti: non tutti sanno – per esempio – che la persona che arriva in Italia ha un proprio progetto migratorio che magari non vuole condividere. Supportiamo le famiglie anche da questo punto di vista.

Qual è il valore aggiunto che famiglie e volontari riescono a mettere in campo?
Anna: Il percorso di inclusione ha bisogno di calore, ha bisogno dell’ “abbraccio” di un rapporto umano. Senza contare poi che l’opportunità di costruire relazioni buone, sane, è qualcosa che ti porti sempre dentro: è un punto di riferimento per sentirsi spronati, per avere dei consigli al momento del bisogno. È fondamentale per i ragazzi, bisogna sempre ricordarlo.

Quali sono i “risultati” della nascita di questi legami?
Anna: Direi che una delle cose più importanti è la reciprocità. Superato lo scoglio iniziale – quello della conoscenza – i volontari ci raccontano di episodi di condivisione. Attenzione: non solo di momenti felici, ma anche di momenti tristi. Questo è un segno della forza del legame che si viene a creare.  I ragazzi si sentono accolti, sicuri, imparano a vivere in relazioni di fiducia reciproca, sentono che qualcuno crede nei loro talenti e nella possibilità di essere protagonisti dei loro percorsi di autonomia e della realizzazione dei loro progetti. C’è poi un altro aspetto. Uno degli obiettivi di FSOA è sempre stato quello di innescare un cambiamento di mentalità e creare comunità più accoglienti. E mi sembra che il primo passo per tale cambiamento è stato avviato. Il vicino di casa, il parente, che guardano a questa esperienza potranno forse ripeterla… è come seminare.

Come mai avete pensato proprio ai webinar?
Anita: Siamo reduci da un anno in cui è diventato difficile incontrarsi fisicamente. Così abbiamo deciso di puntare sulla formazione online, che ha un vantaggio non indifferente: quello di poter agire su scala nazionale. Nei nostri webinar infatti si incontrano tutti i volontari della Rete, non importa in quale regione o città vivano. E questo aumenta la capacità di confronto, perché ciascuno è un testimone della propria esperienza fatta in territori che sono l’uno diverso dall’altro. Partecipare ai nostri webinar significa avviare un dialogo, e – in un senso ancor più generale – aumenta il senso di appartenenza alla Rete di Fare Sistema.

Qual è il ruolo dell’informazione quando si parla di migrazione?
Anna: Uno degli antidoti per combattere le strumentalizzazioni di cui spesso è oggetto il tema delle migrazioni è semplicemente questo: fornire informazione. Osservando la realtà da vicino, lo sguardo cambia. Per fare in modo che la comunità diventi sempre più accogliente è essenziale sensibilizzare e raccontare: le azioni di alcuni possono essere dei moltiplicatori di accoglienza.
Anita: Anche il lancio della campagna di comunicazione sulla pagina facebook di Fare Sistema Oltre l’Accoglienza risponde allo stesso obiettivo. Far arrivare il messaggio a un numero sempre maggiore di persone.

Quali sono le aspettative di AFN per quel che riguarda i webinar?
Anita: Penso che possano fare da punto di ripartenza dopo il periodo di chiusura vissuto per la pandemia.
Anna: Mi aspetto di raccogliere – a fine esperienza – fantasia, coraggio e nuovi modi per ritrovare, tutti, un’apertura di cuore.

Michela Micocci
www.faresistema.it

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