“Gli occhi della tigre”, intervista a Gigi De Palo

42 anni, giornalista, impegnato nel civile e nel sociale. Già assessore alla Famiglia all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, dal 2015 Gianluigi De Palo, detto Gigi, è presidente del [...]

42 anni, giornalista, impegnato nel civile e nel sociale. Già assessore alla Famiglia all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, dal 2015 Gianluigi De Palo, detto Gigi, è presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari. Sposato da 14 anni con Anna Chiara,  padre di 5 figli. 

Conduci una vita molto intensa al servizio delle famiglie, riesci a trovare un equilibrio tra attività e la tua vita di coppia e di famiglia?

Innanzitutto, mia moglie è un mito, questo è imprescindibile! Le scelte che abbiamo fatto, nessuna esclusa, vengono tutte concordate, anche la candidatura nel Forum non è mai stata solo personale. Perché implica  un investimento grosso da parte di tutti e due. Questa è la prima cosa, poi ci sono tutte le motivazioni legate al tema della fede: se non hai la “spina attaccata”, quello che facciamo è  efficientismo, organizzazione, piuttosto che  servizio.

E’ in uscita un vostro nuovo libro scritto a quattro mani, com’è andata questa esperienza?

Abbiamo già scritto un libro per Città Nuova, poi la Sperling & Kupfer ci ha chiesto una pubblicazione perché ci sono tanti libri che parlano di educazione dal punto di vista della mamma o del papà. Sono pochi quelli, che raccontano la vita familiare e il rapporto coi figli visto dalla famiglia, in una dinamica di coppia. Quindi l’abbiamo scritto  e ci siamo divertiti come sempre!

Oggi quando si parla di famiglia, si sente soprattutto il peso che sta dietro questa parola. Le difficoltà del matrimonio, quelle economiche, l’impegno di avere un figlio. C’è un bello della famiglia nella sua quotidianità più forte di tutto?

La famiglia è complicatissima e non si può  raccontarla in maniera astratta, edulcorare le difficoltà,  devi cercare di far emergere  la realtà. Automaticamente traspare anche la sua bellezza, che è molto più evidente delle tante difficoltà che ci sono. Se oggi la famiglia, vive un momento di crisi è perché l’abbiamo raccontata male. Io e mia moglie abbiamo fatto questa scelta non perché siamo masochisti o perché ce l’ha detto il dottore o ancora perché il buon cattolico deve farlo, ma perché c’è  un’attrazione, una bellezza in questa scelta. Ci divertiamo. Così come scrivere libri, impegnarsi nel Forum… E’ questo che  dobbiamo raccontare…. [continua]

Leggi l’intera intervista pubblicata su  SPAZIOFAMIGLIA marzo 2018, pagg. 4-7.

 

 

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