Il cantastorie itinerante, un ponte tra Napoli e la costa d’Avorio

Un progetto pensato per dare spazio all’incontro tra diverse culture e supportare la creazione di una società inclusiva ed egualitaria L’incremento esponenziale degli sbarchi e l’arrivo sulle coste italiane di [...]

Un progetto pensato per dare spazio all’incontro tra diverse culture e supportare la creazione di una società inclusiva ed egualitaria

L’incremento esponenziale degli sbarchi e l’arrivo sulle coste italiane di un sempre maggior numero di migranti, sebbene abbiano da una parte sensibilizzato una fetta consistente di popolazione in favore del sostegno concreto ai rifugiati, hanno, dall’altra, contribuito a nutrire sentimenti di timore nei confronti dello straniero. Nei grossi centri del sud Italia la situazione è più complessa, complice la crisi economica e la penuria di offerte lavorative.

A Napoli, ad esempio, l’ultimo censimento parla di una popolazione straniera di circa 40.000 unità , dato, questo, che fa della città partenopea un mix di culture diverse. Ma anzichè “sfruttare ” le mille possibilità che solo una convivenza multietnica può offrire, spesso lo straniero viene emarginato e guardato con una certa diffidenza. Cosଠle possibilità di integrazione vengono rese quasi impossibili.

Partendo da questo quadro abbastanza complesso, ha preso il via “Il Cantastorie itinerante: un ponte tra Napoli e la Costa d’Avorio “. Un progetto pensato per dare spazio all’incontro tra diverse culture, attraverso la narrazione diretta delle esperienze di vita, di beneficiari provenienti dall’area geografica della Costa D’Avorio e gli studenti di una scuola media di Napoli: l’IC73 Michelangelo-Ilioneo.

Il progetto nasce da un’idea dell’Arcipelago della Solidarietà , associazione di volontariato attiva da anni nel settore umanitario, in collaborazione con AFNonlus edè realizzato con il contributo del comune di Napoli servizio cooperazione decentrata, Legalità e Pace, ponendosi dunque l’obiettivo di facilitare l’integrazione e lo scambio culturale tra i popoli.

Perchè la Costa d’Avorio? La popolazione ivoriana, secondo le stime fornite dall’Arcipelago della Solidarietà , si è dimostrata negli anni tra le più ricettive nei confronti delle culture e società ospitanti, e questo fattore, insieme alla componente linguistica favorevole, la rende maggiormente disponibile allo scambio multietnico.Inoltre, proprio in territorio ivoriano, AFN Onlus è presente dal 1997 e aiuta i bambini e le famiglie disagiate attraverso il sostegno a distanza. Coscienti, poi, del fatto che le basi per una cultura della solidarietà si creano nelle scuole e tra i ragazzi,è prevista la collaborazione dell’Istituto IC 73 Michelangelo-Ilioneo di Napoli e dei referenti SAD in Costa d’Avorio, operanti sul territorio.

Il 23 maggio 2016, la festa di chiusura presso la scuola IC73, ha visto la partecipazione dell’assessore al Patrimonio del Comune di Napoli con delega alla Cooperazione decentrata Alessandro Fucito, la dirigente scolastica Chiara Esposito, la vicepreside Aurora Iuorio e i rappresentanti di AFN e dell’Arcipelago della Solidarietà .Le attività previste hanno come obiettivo primario lo scambio reciproco, “farsi conoscere ” dall’altro e acquisire, in parte, tradizioni e usanze diverse. àˆ cosଠche i ragazzi inseriti nel progetto, tanto italiani quanto ivoriani, hanno preparato, attraverso workshops, incontri informali e partecipativi, laboratori artistici e culturali, dei piccoli lavori da scambiarsi reciprocamente in una vera e propria “festa dell’amicizia “.

La sostenibilità del progetto è garantita dalla sua stessa organizzazione: le modalità di peer education, la collaborazione e l’approccio partecipativo, faranno in modo che gli stessi ragazzi diventino moltiplicatori, trasmettendo quanto appreso al loro gruppo/comunità di appartenenza e diventando essi stessi promotori di iniziative di solidarietà e d’integrazione.

Grazie al suo impatto economico quasi nullo e alla sua potenziale rigenerazione e durata nel tempo,    . La volontà è, quindi, quella di supportare la creazione di una società inclusiva ed egualitaria, nella quale non venga dimenticato che: “il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loroè ” (M. Proust).

 

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