Isola Santa Teresinha

L’Isola di santa Teresinha, una favela nella periferia di Recife nel nord est del Brasile, era dapprima chiamata “Isola dell’Inferno” , a causa dell’alto indice di miseria, marginalità, disagio. Le [...]

L’Isola di santa Teresinha, una favela nella periferia di Recife nel nord est del Brasile, era dapprima chiamata “Isola dell’Inferno” , a causa dell’alto indice di miseria, marginalità, disagio. Le famiglie vivevano in palafitte e “mocambos”. Le persone morivano di fame o per mancanza di assenza di assistenza sanitaria. Non essendoci strade né opere di canalizzazione fognaria, le piogge causavano spesso gli allagamenti e le case che venivano invase dal fango. Tutti dicevano che quello era un luogo dimenticato da Dio e dagli uomini.

In mezzo a tanta miseria, dapprima un padre gesuita  ha creduto alla possibilità di un mutamento, maturando nella popolazione una volontà di riscatto. Questa sfida è stata portata avanti in seguito da persone del Movimento dei Focolari grazie anche all’azione del sostegno a distanza. Gradualmente la popolazione ha potuto contare sui servizi di prima necessità. Sono sorti un ambulatorio medico per combattere la mortalità infantile, una scuola elementare per contrastare l’analfabetismo,  vere case su aree bonificate. Si costituisce un’associazione per sostenere  bambini e adolescenti (AACA) a cui si offre una formazione umana tramite attività pedagogiche, sportive e culturali come alternativa alla vita di strada.

 

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