“La (in)sicurezza dell’esclusione”

Come il decreto sicurezza ha svuotato il sistema accoglienza generando insicurezza e precarietà sociale sia nei migranti che nei cittadini italiani.    Si delinea anche per il 2020, la tendenza [...]

Come il decreto sicurezza ha svuotato il sistema accoglienza generando insicurezza e precarietà sociale sia nei migranti che nei cittadini italiani.

   Si delinea anche per il 2020, la tendenza alla demolizione del sistema di accoglienza diffusa sul territorio nazionale, con tutte le conseguenze nefaste del caso.
La denuncia viene dal rapporto “La sicurezza dell’esclusione” realizzato da ActionAid e Openpolis, che racconta i reali effetti che il Decreto Sicurezza del primo Governo Conte ha generato sul sistema di accoglienza dei migranti in Italia.

 

 

 

Si nota come ci sia la volontà da parte delle istituzioni di mettere in atto una destrutturazione dell’accoglienza diffusa, sia a livello burocratico che sociale.
Si preferisce percorrere la via dei centri di grandi dimensioni lontani dal tessuto urbano e inadatti a svolgere il fondamentale compito di integrazione con la società accogliente. Che dovrebbe essere invece il punto cardine e fondante di un sistema di accoglienza efficiente. Inoltre non c’è alcuna volontà di scardinare e ripensare la legislazione sul decreto sicurezza che deliberatamente ottiene l’effetto di produrre irregolari attraverso l’abolizione della protezione umanitaria.

Prima del Decreto Sicurezza cominciava ad affermarsi un modello di accoglienza funzionale e diffuso, affidato a piccole realtà umanitarie del terzo settore, radicate sui territori ed in grado di adempiere alle funzioni di integrazione e supporto dei migranti. L’inversione di marcia avvenuta dal 2019 con i decreti sicurezza, invece, ha innescato un meccanismo opposto con un calo del numero di persone accolte ed un calo della capienza media dei centri di accoglienza.

Fonte: Rapporto “La sicurezza dell’esclusione”

  Oggi l’83,5% dei posti in accoglienza a Roma si trova in grandi centri. Tra dicembre 2018 e luglio 2019 la presenza di migranti nei centri di accoglienza è diminuita notevolmente: meno 18%. Al contrario i centri di grandi dimensioni con una capienza superiore a 100 posti con l’assegnazione dei nuovi bandi 2019 sono aumentati in pochi mesi del 37%.

I monopoli dei grandi centri nella gestione dell’accoglienza producono un impatto negativo sul territorio e sugli ospiti. Il Decreto Sicurezza ha mostrato a un anno di distanza i suoi effetti negativi per i cittadini italiani e stranieri, con una riduzione dei diritti dei migranti e la crescita dell’insicurezza e perdita di migliaia di posti di lavoro.

   È imperativo al fine di ristabilire un funzionamento efficiente del sistema accoglienza, la reintroduzione del permesso per protezione umanitaria, la riammissione dei richiedenti asilo nel sistema a titolarità pubblica e l’immediato ripristino dei servizi per l’integrazione.

L’impegno di #AFN rimane costante nonostante la tendenza delle istituzioni nell’ultimo anno. Con il progetto #faresistemaoltrelaccoglienza la volontà di #faresistema per fornire gli strumenti necessari di integrazione ai migranti e alle fasce svantaggiate del nostro tessuto sociale, rimane il punto cardine su cui si basa l’idea ed il lavoro di AFN sul territorio italiano.

 

Lorenzo Fiorillo

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