la riforma del terzo settore

Giovedଠ12 Giugno 2014 siè tenuto a Roma l’incontro #Lavoltabuona. La Riforma del Terzo Settore: partecipare per cambiare. Promosso dal Forum del Terzo Settore in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare del [...]

Giovedଠ12 Giugno 2014 siè tenuto a Roma l’incontro #Lavoltabuona. La Riforma del Terzo Settore: partecipare per cambiare. Promosso dal Forum del Terzo Settore in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare del Terzo Settore, l’incontro ha visto l’intervento di Pietro Barbieri, portavoce del Forum, Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, numerosi Parlamentari e rappresentanti di organizzazioni del Terzo Settore, concordi nel riconoscere in questa riforma un’occasione di crescita e valorizzazione del non profit come chiave per uno sviluppo economico diverso.Attivaè stata la partecipazione: nella sala gremita fin dal primo mattino anche noi di AFN eravamo presenti per poter dare il nostro contributo al cambiamento.Il Forum Nazionale del Terzo Settore oltre ad esprimere un apprezzamento per le “linee guida per la Riforma del Terzo Settore ” proposte dal Governo, ha presentato un documento che vuole essere un contributo di lavoro puntuale per approfondire la riflessione. Esso sottolinea la necessità di definire lo specifico del Terzo Settore: non solo strumento di economia civile, di nuovo welfare che ripara i fallimenti di Stato e Mercato, ma soprattutto luogo della libera partecipazione dei cittadini associati per perseguire il bene comune, attraverso attività di promozione umana e sociale e di utilità sociale, realizzando principi di fraternità , uguaglianza sociale e sussidiarietà .Si evidenzia il risultato dell’azione del terzo settore ed il suo valore aggiunto: gli aspetti della coesione e inclusione sociale, dell’educazione alla cittadinanza attiva, i riscontri positivi in ambito dei servizi di vario genere (culturali ambientali educativi), nell’occupazione e nella formazione. Nel testo si individuano le criticità , le aspettative e in particolare la necessità di definire nuovi strumenti per garantire la piena trasparenza dei bilanci ed eticità dei comportamenti.Il documento specifica inoltre come la Riforma debba porsi la finalità di far sଠche il Terzo Settore venga riconosciuto e promosso quale attore strategico per lo sviluppo politico, economico, sociale del Paese. Soggetto protagonista di cambiamento per attuare i principi costituzionali della solidarietà e sussidiarietà . “Con un Terzo Settore più chiaro, semplice, consapevole, – ha detto Barbieri al convegno -è possibile lanciare una proposta: l’adozione di un ‘Programma strategico per i beni comuni e beni collettivi’, un disegno per una politica dei beni comuni, del welfare, della salute, dell’ambiente, della cultura, dell’educazione, che coinvolga e mobiliti tutto il Terzo Settore italiano in uno sforzo, adeguatamente coordinato e sostenuto, per contribuire a rinsaldare e rilanciare il Paese “.Infine, dirette e coinvolgenti le parole del ministro Poletti che ha esordito esortando a mettere da parte le indecisioni ed a cogliere fino in fondo l’opportunità delle riforma. La sfida veraè “quella di essere protagonisti di un vero cambiamento che parte non dal Pil, ma dall’educazione e dalla cittadinanza attiva e che mira a cambiare il modello di sviluppo. “Che sia davvero #lavoltabuona?Per approfondimenti www.forumterzosettore.it

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