A La Spezia una finestra sul mondo

"Volevamo che le famiglie conoscessero la terra da dove provengono i bambini sostenuti a distanza, la loro cultura, i bisogni, la bellezza ". Dalla favola africana del gatto e del [...]

“Volevamo che le famiglie conoscessero la terra da dove provengono i bambini sostenuti a distanza, la loro cultura, i bisogni, la bellezza “.

Dalla favola africana del gatto e del topo a quella vietnamita sull’origine degli uomini. Poi è la volta di una fiaba lituana e di una boliviana. Oltre alla lettura suggestiva dei racconti, ogni Paese veniva descritto attraverso l’aiuto di un power point preparato dai referenti dei progetti AFNonlus nel mondo, per conoscere le usanze e lo stile di vita dei bambini sostenuti a distanza. Non mancavano le musiche tradizionali dei vari continenti.

“Lo scopo dell’iniziativa, racconta Roberta Camaiora, una delle organizzatrici insieme al marito Roberto, era proprio la sensibilizzazione delle persone sui temi della diversità e della multiculturalità . Erano state contattate alcune “lettrici ad alta voce “, che, tramite un’associazione locale, si occupano di leggere fiabe ai bambini ricoverati negli ospedali. “Noi volevamo che le famiglie avessero una finestra sul mondo, che conoscessero la terra da dove provengono i bambini che aiutano, la loro cultura, i loro bisogni e la bellezza.

Perciò abbiamo chiamato le lettrici che ad alta voce hanno raccontato una favola proveniente da continenti lontani. Così, per ogni Paese presentato le famiglie e i ragazzi hanno ascoltato una storia: anche noi ci siamo vestiti con i costumi tipici dei paesi in cui alcune delle nostre famiglie hanno accolto un bambino tramite l’adozione internazionale: ognuno di noi rappresentava un paese diverso. Eravamo cittadini del mondo “.

La giornata, all’insegna dell’integrazione e dell’intercultura, svoltasi l’11 giugno 2016 a Ceparana, una frazione del comune di Bolano in provincia di La Spezia, si inserisce nella serie di iniziative per la Campagna #obiettivo15mila, che ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie nei Paesi disagiati. Si è conclusa con una lotteria, i cui premi sono stati offerti un po’ da tutti: un orefice ha donato alcune collanine, la serra ha messo a disposizione delle composizioni floreali e una pasticceria che ha regalato sei torte.Grazie ai contributi delle 130 persone che hanno partecipato all’evento, è stato possibile rinnovare il sostegno a distanza di quattro bambini, avviarne un quinto in Nigeria e aiutare concretamente i progetti di sviluppo in Myanmar e in Giordania. Ma la cosa più bella, ci dice Roberta: “E’ l’aver fatto sentire a tutti che attraverso l’impegno quotidiano e i piccoli gestiè possibile costruire l’ideale dell’integrazione e dell’unità tra i popoli “.

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