maternita senza confini

Il sostegno a distanzaè un atto di solidarietà che promuove la vita anche in situazioni di grave disagio, quali possono essere le guerre, la povertà , la malattia, le carestie.La [...]

Il sostegno a distanzaè un atto di solidarietà che promuove la vita anche in situazioni di grave disagio, quali possono essere le guerre, la povertà , la malattia, le carestie.La riflessione al centro del convegno “Maternità senza confini “, promosso dal Centro Italiano Femminile, che da diverso tempo porta avanti l’esperienza del sostegno a distanza con AFN. L’incontro siè svolto il 16 dicembre 2011 nella sala “Figlia di Iorio ” della Provincia di Pescara. Tra i numerosi ospiti intervenuti, anche la testimonianza della piccola Rebeka Posa, sostenuta a distanza e giunta dalla Serbia, e di Gabriella Hegedis, referente del progetto di AFN. “Siè voluto dar corpo a un sogno: – ha detto la dott.ssa Cinzia Rossi, (Commissione Pari Opportunità Comune di Pescara) – far conoscere personalmente gli autori di questa grande gara di aiuto reciproco con lo scopo di favorire le “buone prassi “. Soprattutto dimostrare che in un momento di crisi globale la cooperazione con i Paesi esteri, in difficoltà maggiori,è un esempio di civiltà , carità , amore e contribuisce a costruire un rapporto di fratellanza tra popoli diversi. “L’iniziativaè frutto di un’esperienza che mette radice nei primi anni ’90, quando nell’allora Repubblica Socialista federale di Jugoslavia scoppia la guerra civile. Ognuno dei fronti in campo si macchia di crimini atroci contro le popolazioni civili. E in particolare verso le donne, che in molti casi rispondono all’appello di Giovanni Paolo II di amare i figli che sarebbero potuti nascere dalla violenza subita.Insieme alla guerra, la solidarietà : camion pieni di vestiario e generi di prima necessità , allestiti da associazioni grandi e piccole; conferenze organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica; raccolta di firme, per testimoniare vicinanza alle donne jugoslave, di qualsiasi etnia.Il CIF di Pescara grazie a Melina, insegnante che oggi ha 87 anni, avvia il progetto del Sostegno a distanza in Serbia, promosso da AFN, per aiutare le donne madri a crescere dignitosamente i propri figli e consentire al bambino di rimanere nel proprio ambiente, dando un futuro al proprio paese. Rebeka Posaè la ragazza che in questi anniè stata accompagnata nella crescita in Serbia, grazie all’iniziativa proposta da Melina. Il suo sogno di incontrarla, avrebbe potuto mantenersi nella sfera privata, inveceè divenuto un’occasione per far conoscere questa esperienza di fraternità concreta alla cittadinanza.Grazie alla collaborazione del CIF, dei Focolari e della Provincia, dal 15 al 17 dicembre, Pescara ha ospitato la piccola delegazione proveniente dalla Serbia. L’evento pubblico “Maternità senza confini ” ha fatto emergere il valore specifico del sostegno a distanza: aiuto per l’infanzia in difficoltà e risorsa per la famiglia e la società in una prospettiva di solidarietà autentica.Gabriella Hegedis, referente del Progetto in Serbia, ha tracciato un breve quadro della situazione socio-economica del Paese oggi e raccontato le esperienze delle famiglie aiutate.Rebeka con grande pazienza ha seguito tutto il convegno e alla fine con la disinvoltura dei bambini ha risposto con naturalezza ad alcune domande sulla sua vita, i suoi sogni, il viaggio a Pescara.L’iniziativa ha messo in luce una umanità nuova grazie al concorso di singoli, gruppi, istituzioni, secondo l’orizzonte tracciato dal Papa nel passo della Caritas in veritate, che riportava il volantino del Convegno: “Accanto al bene individuale, c’ਠun bene legato al vivere sociale delle persone. Il bene comune. àˆ il bene di quel noi-tutti formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale “.

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