Nigeria, a scuola di fraternità

Il grande flusso di immigrazione in Europa pone i governi e i cittadini davanti a domande urgenti: come accoglierli, come integrarli, come aiutare i paesi di provenienza, in modo che [...]

Il grande flusso di immigrazione in Europa pone i governi e i cittadini davanti a domande urgenti: come accoglierli, come integrarli, come aiutare i paesi di provenienza, in modo che non sia necessario emigrare per sopravvivere.

Dalla Nigeria, dove il SAD sostiene una scuola vicino ad Onitsha, sono emigrati, solo in Italia, 53.613 persone! Sono molti i giovani che cercano un lavoro all’estero, soprattutto negli USA, perché non trovano in Nigeria una situazione pacifica che permetta loro una vita ‘normale’. Uno dei problemi maggiori è purtroppo la violenza e la corruzione: vince il più forte, il più ricco. Dopo la colonizzazione ora il consumismo ha invaso il paese esportando le sue leggi a volte crudeli con conseguenze molto dannose, come le montagne di spazzatura, i danni sull’ambiente,  l’egoismo invece della solidarietà.

Per cambiare questa situazione l’educazione è certamente uno strumento importante. Ci sono molte scuole, sia private, portate avanti da istituzioni cristiane, che pubbliche. Per entrambe si pagano comunque delle tasse di iscrizioni e di frequenza e quindi, per chi può, si fornisce una buona istruzione e il materiale scolastico, ma questo non basta. Per costruire la pace bisogna farla sperimentare già ai piccoli attraverso il sostegno e l’amore fraterno di amici veri. E’ infatti l’autostima – che cresce sentendosi amati – che rende capaci di reagire in modo costruttivo alle difficoltà e a fare scelte coraggiose.

La scuola ‘fraternità’, portata avanti dal programma di Sostegno a Distanza (SaD), ha proprio questo scopo: dare ai bambini e ai ragazzi una formazione che non solo li prepara a frequentare la scuola secondaria, ma anche a costruire una società solidale, dove si può vivere con più facilità. Per dare questa formazione si segue le linee della pedagogia di comunione, basata sull’ ‘Arte di amare’, come Chiara Lubich ha chiamato i 6 motti dell’amore, che sono stati divulgati in tutto il mondo in vari modi. Lo stile di vita che ne deriva è una grande rivoluzione in questo paese, dove nella società esiste ancora la punizione corporale, mentre nella nostra scuola i bambini sono sempre gioiosi e hanno fiducia nei maestri, li ascoltano e li seguono senza fatica.

Naturalmente la ns scuola arriva fino agli studi primari, e vorremmo sviluppare tutta la parte che permette a questi bambini di diventare uomini nuovi, finanziando borse di studio per proseguire la parte formativa didattica, ma anche portare avanti progetti di educazione nutrizionale, di igiene e di formazione integrale della persona. ‘Per educare un bambino ci vuole un villaggio’, dice un proverbio africano! Diremmo oggi: ci vuole la solidarietà del mondo intero.

Il programma SaD

Il progetto, sito ad Igbariam, un villaggio a 40 km da Onitsha, inizia nel 1995 quando un gruppo dei Focolari avvia un processo di promozione umano grazie al quale nasceranno dapprima un dopo-scuola che si svilupperà nel 2001 in un asilo e nel 2006 in una scuola elementare. Il plesso accoglie oggi 223 studenti di cui 75 alla materna e 148 nella primaria. All’interno della scuola si assicura un supporto nutrizionale attraverso un pasto caldo giornaliero con elevato valore proteico per combattere una reale malnutrizione endemica. Gli insegnanti sono in maggioranza del posto e anche per loro è un’esperienza nuova e significativa: un clima costruttivo e solidale tra colleghi e con gli alunni che porta una formazione anche agli insegnanti e un apporto di sviluppo all’intero villaggio.

di Christiane Heinsendorff

 

Print Friendly, PDF & Email
I Nostri Numeri
News
Eventi
Facebook
 

Twitter
YouTube

 

Segui AFN Onlus anche grazie al nostro canale Youtube. Video aggiornati su di noi e le nostre inziative
Vai al nostro canale Youtube