Nonni adottivi

Risorsa preziosa per tutte le famiglie, i nonni hanno in quelle adottive un compito ancora più delicato e importante Mentre la coppia dei futuri genitori si prepara all’adozione, i nonni [...]

Risorsa preziosa per tutte le famiglie, i nonni hanno in quelle adottive un compito ancora più delicato e importante

Mentre la coppia dei futuri genitori si prepara all’adozione, i nonni partecipano emotivamente alla lunga attesa, ma non sempre si pensa sia utile fornire loro gli strumenti per accettare questa scelta. In che modo possono  approfondire vari aspetti connessi alla nuova esperienza ed offrire un apporto positivo?

«Quando nostra figlia si è sposata, nel nostro cuore coltivavamo la speranza di provare la gioia speciale di diventare nonni, ma il tempo passava e la speranza si alternava alla delusione, fino all’annuncio: “vogliamo adottare un bambino”. La nostra prima reazione è stata di preoccupazione e di rifiuto.  C’è voluto del tempo per elaborare il dolore della ‘perdita’ che i nostri figli e noi stavamo vivendo e poi cominciare ad accettare una strada diversa da quella che avevamo immaginato». Pasquale e Maria Rosaria sono da poco nonni adottivi di un bambino vietnamita. Nuova tappa di un viaggio non sempre facile, condiviso con una trentina di altri nonni e due bisnonne che frequentano un percorso formativo organizzato da AFNonlus presso le sedi di Firenze e di Trento. Obiettivo: valorizzare la risorsa rappresentata dai nonni in una famiglia adottiva e sostenerli nel loro compito delicato. «Vogliamo offrire uno spazio in cui condividere le esperienze, gioie e paure, ma anche dare la possibilità ai nonni di informarsi e riflettere sul percorso  dei propri familiari, esprimere dubbi e perplessità, confrontarsi con operatori del settore e persone che vivono la medesima esperienza». Spiega Anna Vegliach, sede AFNonlus di Trento. «Si vuole inoltre far conoscere possibili vissuti e bisogni del futuro nipote adottivo, le modalità e i tempi di inserimento nel  nuovo nucleo familiare».

I nonni adottivi si trovano di fronte a nipoti già grandini di sette o otto anni, con una storia complessa e sofferta. «Tutto è una novità: la cultura, la lingua, la casa, i genitori come riferimento principale».  Marina Zornada, vicepresidente AFNonlus e nonna in attesa di due nipotini dalle Filippine, ha frequentato il primo corso organizzato dall’associazione in collaborazione con altri enti autorizzati che operano nella provincia autonoma di Trento: «Il bambino adottato è abituato a vivere in una collettività ed è portato facilmente ad andare con chiunque, mentre deve consolidare i legami di attaccamento con quelli che sono ora i suoi genitori. Deve fare in pratica il percorso inverso rispetto a un bambino che nascendo è in simbiosi con la madre e pian piano deve iniziare il percorso di distinzione da lei. Per questo almeno nella fase iniziale dell’arrivo in famiglia, i nonni dovrebbero essere più che altro di supporto ai genitori e favorire la costruzione del legame di attaccamento del bambino con loro e il giusto clima di confidenza, senza sovrapposizione di ruoli».

«Eravamo già nonni di due nipoti quando, cinque anni fa, siamo diventati di nuovo nonni di Van Hai, un bambino vietnamita di 7 anni, raccontano Lucia e Lino. All’inizio non era facile da gestire perché non conosceva la lingua e di fronte a degli ‘emeriti estranei’, faceva i capricci, dava pugni, calci, piangeva e scappava da ogni parte. Era come una sfida per mettere i genitori alla prova e vedere fino a che punto era accettato. Proprio perché c’era bisogno di costruire il delicato equilibrio nella nuova famiglia, di comune accordo coi genitori, per qualche mese abbiamo cercato di metterci da parte. Il bene di Van Hai era una realtà più grande del nostro desiderio di godercelo, il bambino doveva ancora comprendere che anche noi eravamo la sua famiglia. Dovevamo dunque rispettare i suoi tempi».

I nonni, se opportunamente preparati, possono dare un importante apporto anche aiutando i nipoti a rimettere insieme i pezzi di una vita, fatta di abbandono e di difficoltà. Quando ha saputo il  nome e visto la foto del nipotino, una nonna ha iniziato a scrivere per lui un diario: «vorrei che lo leggesse quando sarà più grande per capire come lo abbiamo aspettato e quanto abbiamo pensato a lui, mentre ancora non lo conoscevamo di persona». Cercando le parole giuste, i nonni possono raccontare ai bambini la loro storia, rispondere alle loro domande e affiancare i genitori nel costruire un nuovo senso di appartenenza.■

Di Giovanna Pieroni

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