Quando la sussidiarietà non basta

20 anni di adozioni internazionali accanto a famiglie e istituzioni “Tante volte nella mia vita vedendo questi piccoli negli orfanotrofi, soli, m’è venuto un desiderio forte, come di prendermene 10, [...]

20 anni di adozioni internazionali accanto a famiglie e istituzioni

“Tante volte nella mia vita vedendo questi piccoli negli orfanotrofi, soli, m’è venuto un desiderio forte, come di prendermene 10, 20, 30 e far loro da mamma (…) Ma l’orfano ha bisogno della famiglia. Quindi affido a voi centinaia, vorrei dire migliaia, decine di migliaia di orfani e speriamo che, con l’andare degli anni e dei secoli, questo mio desiderio si realizzi: vedere svuotati tutti gli orfanotrofi.” Chiara Lubich, nel 1967, mentre fondava il movimento Famiglie Nuove, da cui AzioneFamiglieNuove nasce, affidava alle famiglie tutti i bambini soli nel mondo. Anna e Alberto Friso, fondatori della nostra associazione, accolsero questa consegna che raccoglieva il desiderio di tante famiglie di spendersi per “svuotare gli orfanotrofi”.

Già dagli anni ’70, partendo dalla guerra in Libano, con lo spirito di far crescere un bambino nel suo paese, rappresentando la sua vera chance di sviluppo e crescita futuri, abbiamo dato vita a progetti di cooperazione allo sviluppo, con la consapevolezza che il destino dell’altro ci riguarda profondamente se vogliamo realizzare una grande famiglia umana fondata sulla reciprocità e l’accoglienza. Ma quando la sussidiarietà non basta e questa infanzia lacerata da violenza e abbandono ha bisogno di una famiglia, magari dall’altra parte del mondo, che la ami e le garantisca i suoi diritti?

Diventando Ente Autorizzato per le Adozioni Internazionali, siamo entrati nella storia del sistema Italia e da allora, in 20 anni di attività, 930 famiglie hanno accolto nella loro casa 1215 bambini provenienti da Brasile, Colombia, Filippine, Lituania, Perù, Polonia, Vietnam, Salvador, Madagascar.

Venti anni sono lunghi da raccontare, abbiamo camminato insieme a questo popolo di famiglie adottive per diffondere i nostri valori che guardano a una società interculturale e inclusiva, che vedono nella famiglia i semi di una società che opera con reciprocità valorizzando ogni individuo che ne fa parte. Abbiamo offerto sostegno e formazione per non far mai sentire sole queste famiglie e abbiamo imparato da loro come si accoglie non una volta per tutte, ma giorno dopo giorno e passo dopo passo. Abbiamo gioito con loro per ogni bambino entrato in Italia e patito per ogni bambino che non sarebbe potuto entrare, abbiamo vissuto sulla nostra pelle i cambiamenti dell’istituto dell’adozione, le crisi da cui è dovuto passare e le grandi evoluzioni del panorama internazionale che ci ha messo di fronte, con sempre più impellenza, all’infanzia sofferente, quella dei bisogni speciali.

Il contributo di AFN in questi 20 anni è stato anche accanto alle istituzioni. Insieme a tutti gli attori coinvolti CAI, Servizi Territoriali, Scuole, Tribunale dei Minori, altri Enti Autorizzati, abbiamo sempre guardato al superiore interesse del bambino. Il sistema Italia rappresenta ancora uno dei più virtuosi tra i paesi di accoglienza dei minori.

In questi 20 anni tanti paesi di origine hanno ratificato la Convenzione dell’Aja, hanno migliorato e rafforzato il proprio sistema di protezione infanzia, continuano con i programmi di prevenzione (come il Sostegno a distanza), ma nonostante tutto ciò la piaga dell’abbandono non si è arrestata e questo ci interpella ancora fortemente a lavorare con impegno affinché un altro bambino trovi la famiglia a cui ha diritto.

Marzia Rigliani

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