Ragazzi coraggiosi, il progetto

L'adolescenza dei figli mette alla prova molti genitori. Per i ragazzi che fanno ingresso in Italia tramite adozione internazionale con un’età sempre più grande,  con vissuti  problematici, i conflitti familiari [...]

L’adolescenza dei figli mette alla prova molti genitori. Per i ragazzi che fanno ingresso in Italia tramite adozione internazionale con un’età sempre più grande,  con vissuti  problematici, i conflitti familiari possono essere più aspri. I membri della famiglia devono imparare a non travisare i comportamenti  e rimodulare il modo di rapportarsi reciproco, riscoprendo di essere tutti faticosamente alla ricerca, seppur da posizioni diverse, dello stesso risultato: una fiducia reciproca.

Il progetto  di supporto alle famiglie adottiveRagazzi coraggiosi” di EOS cooperativa sociale onlus,  ente formatore, unico in Italia,  per mediatori familiari specializzati nel conflitto della famiglia adottiva accreditato A.I.Me.F (associazione italiana mediatori familiari) in partnership con AFN (Ente autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alle adozioni internazionali) evidenzia l’importanza della mediazione familiare come strumento utile nell’accompagnamento dei ragazzi adolescenti adottivi con percorsi  di sostegno scarsi/assenti. Selezionato dalla  La Fondazione “Tender to Nave Italia” (nata dalla collaborazione tra la Marina Militare Italiana e lo Yacht Club Italiano) si propone di prevenire il fallimento adottivo e ridare fiducia al legame familiare. Affinché ragazzi arrivati da tante parti del mondo per trovare una madre, un padre ed una società accogliente non falliscano questo obiettivo.

Il progetto consiste in un’esperienza  unica a bordo del brigantino della Marina Militare iItaliana “Nave Italia” insieme ad un’equipe di esperti composta da una mediatrice tra parifamiliare, una psicologa/conduttrice di gruppi di messa in parola, uno psicoterapeuta, una conduttrice di gruppi di parola  e un’arteterapista.

Sulla nave si alterneranno momenti di vita marinara a laboratori. Le attività marinaresche sono fortemente evocative: la  vita  di questi ragazzi è colma di nodi da saper stringere o sciogliere al momento opportuno. Il viaggio aiuta la condivisione. Il primo viaggio i ragazzi lo fanno dal proprio Paese di origine a quello della famiglia adottiva. E’ il primo passo per la costruzione del legame foriero di paure per il futuro. Poi  c’è il gruppo in cui ci si può identificare e raccontarsi, dando voce ad emozioni e paure e conflitti, grazie alla condivisione nei Gruppi di messa in parola condotti da mediatori familiari esperti in adozione, che individuando le strategie migliori.

Il viaggio dal 19 al 23 giugno con imbarco dalla base militare di La Spezia e sbarco a Civitavecchia è cofinanziato da Fondazione Tender to Nave Italia, Eos e AFN che promuovono iniziative per raccogliere e fondi e donazioni  ed offrire l’opportunità di partecipare ai ragazzi senza che nessuno debba rinunciare per motivi economici.

Chiunque può contribuire a dare a questi ragazzi, indipendentemente dalle possibilità economiche della famiglia,  la possibilità di vivere una tappa di crescita preziosa in un contesto unico.■

Giovanna Pieroni

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