Rosolini, passione per il teatro e il sostegno a distanza

A Rosolini, in provincia di Siracusa, da circa 20 anni si promuove la solidarietà attraverso il teatro. L’iniziativa giunta alla XIX edizione è organizzata dalla Commissione cittadina per la pastorale [...]

A Rosolini, in provincia di Siracusa, da circa 20 anni si promuove la solidarietà attraverso il teatro.

L’iniziativa giunta alla XIX edizione è organizzata dalla Commissione cittadina per la pastorale familiare, dal  Movimento Famiglie Nuove e i Focolari di Rosolini, AFN Sicilia, con il patrocinio del Comune di Rosolini e l’apporto di circa 25 sponsor, tra cui ad esempio  AVIS, Banca Agricola popolare di Ragusa, Azienda bioagricola Agriblea di Ispica. Grazie alla tipografia ‘Artigrafiche Santocono’ che stampa gratuitamente locandina e biglietti, del comune che offre l’Auditorium”, la compagnia teatrale che immedesimandosi nello scopo, contribuisce al progetto e alla collaborazione di tante persone, questa iniziativa  offre supporto a 10 bambini in necessità di diversi Paesi del mondo, attraverso i programmi di  sostegno a distanza di AFNonlus.

Il 12 maggio scorso presso l’Auditorium Attilio del Buono, la compagnia  “Il piccolo teatro popolare” di Ragusa  ha messo in scena  “La scatola di Marlene”.La divertente commedia scritta da Nino Criscione ha coinvolto  il pubblico con il susseguirsi di equivoci e colpi di scena creati dalla storia divertente di due cugini, maturi e scapoloni, che con  stili di vita opposti,  convivono nello stesso palazzo ereditato dai nonni. Apprezzato anche quest’anno lo spirito che anima l’iniziativa, tanto che la serata ha visto il tutto esaurito con la partecipazione di circa 450 persone.  La solidarietà  poi è contagiosa e c’è stato anche chi pur non potendo andare a teatro  ha voluto avviare personalmente un sostegno a distanza.

Per chi vi collabora, l’iniziativa “è un modo di uscire fuori dalla propria angusta vita privata, lavorare insieme e mettersi in gioco per fare qualcosa per gli altri” ‒ Racconta Massimo Micieli tra i coordinatori. C’è chi si occupa di contattare il comune per l’utilizzo dell’auditorium, chi la SIAE, chi si dà da fare per cercare gli sponsor; in diversi collaborano alla sistemazione della sala perché sia in ordine prima e dopo lo spettacolo e alla vendita dei biglietti.

L’idea è nata  19 anni fa. “Ci chiedevamo come festeggiare il Natale come gruppo di famiglie e avevamo un forte  il forte desiderio di voler dare concretezza a questa forma di solidarietà, lanciata durante il familyfest ’93 a cui molti da qua avevano partecipato,  diffondere la cultura del dare di Chiara Lubich e sostenere tanti bambini e famiglie in tutto il mondo. ‒ Spiega Cesaria Giannone ‒ Poiché nel nostro Paese si è portati alla recitazione e ci sono gruppi teatrali amatoriali e diverse compagnie, è venuta fuori l’idea di uno spettacolo per sottoscrivere le adozioni a distanza”. Con la prima edizione abbiamo avviato 5 sostegni a distanza in Vietnam e poi negli anni si è arrivati a 10. “La cosa bella è stata che siccome eravamo molto uniti tra gruppi di famiglie parrocchiali e nella commissione della pastorale familiare diocesana ci si trovava per fare dei programmi rivolti alle famiglie della città, questo progetto delle  adozioni a distanza è stato inserito tra le attività della commissione familiare di Rosolini”. Così  è diventato un appuntamento fisso che si è ripetuto fino ad oggi, “una attività che si porta avanti tutti insieme. Una bella esperienza di comunione, un appuntamento annuale a cui teniamo tutti”. E intanto già si comincia a parlare della prossima edizione che celebrerà 20 anni dell’iniziativa all’insegna dell’arte, il divertimento, l’ impegno e la solidarietà.■

Giovanna Pieroni

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