Se crollano le famiglie, crolla il Paese.

Dibattito online organizzato dal Forum delle associazioni familiari, in occasione della Giornata mondiale delle famiglie.  Le famiglie italiane  hanno consentito l’applicazione di misure anti contagio durante la pandemia mostrando di avere [...]

Dibattito online organizzato dal Forum delle associazioni familiari, in occasione della Giornata mondiale delle famiglie

Le famiglie italiane  hanno consentito l’applicazione di misure anti contagio durante la pandemia mostrando di avere  una tenuta indipendentemente dagli aiuti che possono arrivare. Ma non va data per scontata. Dopo l’epidemia  la crisi demografica e il processo di invecchiamento finiranno  per pesare sul futuro di tutti. E’ quanto emerso nel dibattito online, venerdì 15 maggio 2020, organizzato dal Forum delle associazioni familiari, in occasione della Giornata mondiale delle famiglie

Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie, moderatore del dibattito ha spiegato che “Come Forum non siamo minimamente contenti di come è andato il decreto del governo a sostegno dell’economia. Ma “È inutile rassegnarci, come è inutile indignarsi”. Ora, ha detto il presidente, “c’è il secondo tempo da giocare”.

 “Occorre costruire attorno alla famiglia e al lavoro femminile un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico dell’Italia del domani”, ha affermato la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Penso – ha sottolineato – al problema della denatalità che gli effetti della pandemia ha aggravato allargando la distanza tra il desiderio di diventare genitori e la possibilità concreta di farlo. Alla necessità di una scuola che sia messa in grado di svolgere il suo ruolo formativo ed educativo senza deleghe improprie alle famiglie”. “Investire su di esse, significa investire sulle fondamenta stesse della nostra crescita come popolo e come Nazione”, ha concluso Casellati.

Il card. Bassetti, presidente della Cei, si auspica che “le Istituzioni sappiano fare scelte coraggiose e lungimiranti di politiche che rimettano al centro la famiglia, indipendentemente dalla visione laica o religiosa in cui ci si ponga. Dimenticarsi di loro, rilegarle in un angolo, sarebbe un vulnus, un difetto, che non renderebbe giustizia ai 26 milioni di nuclei familiari che sono in Italia”. Nel mezzo di questa pandemia, ha sottolineato il presidente della Cei, “le famiglie italiane, vere e proprie chiese domestiche, si sono confermate non solo il tessuto connettivo ma anche il cuore pulsante della vita nazionale. Padri e madri hanno dovuto improvvisarsi insegnanti, informatici, fare la spesa per i genitori anziani”. Questi sacrifici, ha ribadito Bassetti, “meritano riconoscenza perché le famiglie sono state un vero ammortizzatore sociale per tutti, Stato compreso.”

Secondo la Prof. Elena Bonetti, ministra per la famiglia, la situazione di emergenza ha evidenziato l’importanza di “investire nella dimensione della relazione tra le persone. E la famiglia è il luogo generativo principale di esse”. Inoltre occorre, afferma la ministra  promuovere il protagonismo femminile “in una visione che vede la donna libera di esprimere se stessa nell’esperienza della maternità e nello stesso tempo in ambito istituzionale, sociale e lavorativo”. E ha concluso: “Il tema della denatalità è una delle piaghe più grandi che dobbiamo affrontare. Ma attenzione non è solo un grave problema. È il sintomo della fatica che facciamo come Paese di declinarci al futuro. Dobbiamo riconsegnare al Paese, partendo dalle famiglie, la ragione di questa speranza”.

“Il 2019 ha visto  200 mila morti in più rispetto al totale dei nati. – Ha sottolineato il presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo. – Da 7 anni a questa parte la natalità raggiunge un valore minimo nella storia di Italia. Un segnale che dovrebbe far riflettere”. Se già siamo in una situazione così problematica  – fa notare il prof. Blangiardo- è facile immaginare che dopo Covid19 ci saranno ulteriori aggravanti per la natalità che derivano da incertezza, paura,  difficoltà, disoccupazione e  crisi economica. Analizzando  i motivi per cui le donne tra 18 e 39 anni non intendono avere figli in futuro, il prof. Blangiardo sottolinea che  un quarto delle donne che ha già un figlio dice di avere raggiunto il numero di figli desiderato  e un quarto delle donne senza figli, ha in mente altri progetti legati alla carriera. Per cui evidenzia Blangiardo: “La compatibilità tra maternità e lavoro è qualcosa di irrinunciabile se noi vogliamo uscire da queste problematiche. L’esperienza di altri Paesi, ha concluso, “ci ha però dimostrato che lavoro e famiglia si possono conciliare. Sarebbe quindi necessario perseguire quelle modalità normative, economiche, culturali per non dover continuare a guardare al futuro con preoccupazione.”

Lo psicoanalista Prof. Massimo Recalcati, ha messo in luce le funzioni del legame familiare e come queste siano state messe dura a prova dall’esperienza di covid 19. Funzioni necessarie per la riapertura e il ricominciamento della vita. “Le famiglie italiane sono state la roccia che ha impedito che la vita dei più vulnerabili e inermi precipitasse nel buio offrendo la nostra presenza e la nostra cura nel trauma collettivo dell’epidemia”. Davanti al timore di non riuscire più ad abitare il mondo che abbiamo amato,- afferma il prof. Recalcati – un altro  compito dei genitori è quello di continuare a far circolare la vitalità in casa e mostrare con la testimonianza che anche in questo tempo la nostra vita si mantiene nelle sue azioni e nei suoi progressi. Come Noè, il cui primo gesto dopo il diluvio  è stato piantare la vigna, essere testimoni che è ancora possibile piantare una vigna e dar corpo ad un progetto.

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