Se non noi, chi?

Il progetto 'Dònáti' per sperimentare l'accoglienza, risorsa  per chi dà e per chi riceve. “Temevo di non riuscire ad amare un figlio adottato proprio come gli altri. Ma mi sbagliavo!” [...]

Il progetto ‘Dònáti’ per sperimentare l’accoglienza, risorsa  per chi dà e per chi riceve.

“Temevo di non riuscire ad amare un figlio adottato proprio come gli altri. Ma mi sbagliavo!” Claudia e Alessandro hanno già tre figli, quando un giorno sono contattati da una collega di lavoro. “Ci chiedeva di cercare una coppia per una bambina affetta da una grave patologia. ‒Racconta Claudia. ‒ Subito è emersa una domanda nel nostro cuore: se non noi chi?” Aprendosi all’adozione, la scoperta:  “Questa esperienza ci aiuta a crescere personalmente,  come coppia e come famiglia.”

Una serie di testimonianze  di adozione e di affido avviano l’evento  “Dònáti” organizzato da Forum Associazioni familiari presso la tenda meeting del Galoppatoio di Villa Borghese a Roma nell’ambito della manifestazione “Villaggio per la terra” lo scorso 25 aprile. Tatiana è una figlia adottiva. 21 anni. Boliviana. “Ora ho la possibilità di avere una famiglia e dei sogni. ‒Racconta. ‒  Sogni che questi bambini negli istituti non hanno”. Kinga invece è una ragazza affidataria: “Vengo dalla Polonia. Ho 19 anni. Mio padre faceva abuso di alcool sfogando su di noi la sua rabbia. Dopo un anno sono stata mandata in collegio finché in prima media ho conosciuto Miriam. La sua famiglia mi ha accolto in affido. Mi sono sentita voluta bene come gli altri figli. Spero che in futuro ciò che loro hanno dato a me, anche io possa darlo a qualcun altro.”

La forza dell’amore è questa: più ci si dona, più si scopre di ricevere. Da qui, il duplice accento sullo slogan  “Dònáti” per il nuovo progetto lanciato da Forum associazioni Familiari in collaborazione con Ufficio Famiglia CEI, Vicariato di Roma e le 5 associazioni Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, Comunità Papa Giovanni XXIII, AFN – Azione per Famiglie Nuove onlus, Famiglie per l’Accoglienza e Progetto Famiglia.

L’invito  rivolto alle famiglie è quello di non farsi spaventare dalle difficoltà. Informarsi. Scoprire che non solo ce la si fa, ma che “adozione e affido sono una ricchezza e una forma alta di genitorialità, da diffondere anche per contrastare l’inverno demografico attuale”. ‒ dice Gigi De Palo ‒Infatti  “da una parte ci sono 140 milioni di bambini orfani abbandonati nel mondo. Oltre 26 mila minori fuori famiglia in Italia di cui 15 mila ancora non accolti in affido nel nostro Paese”. Nello specificare i dati Unicef (2016), il presidente Forumfamiglie sottolinea anche che d’altra parte sono 5 milioni e 430mila le coppie sposate senza figli nel nostro Paese, di cui 3 milioni alle prese con problemi di sterilità.

Perché più famiglie si aprano all’accoglienza è indispensabile la collaborazione tra associazionismo, pastorale e diocesi, dice Don Paolo Gentili (CEI) e occorre “partire non da tavoli, burocrazie, muri, ma da cuori che si aprono”.  Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, specifica che   “il tipo di guida ricevuto passo passo in un contesto familiare è insostituibile. Ed è anche una preferenza per il legislatore per i minori stranieri non accompagnati.” Quella del tutore volontario è la nuova frontiera dell’accoglienza, canale privilegiato per l’integrazione di questi ragazzi nel Paese.”

Bisogna “fare in modo che ovunque sul territorio si possano trovare istituzioni pubbliche formate per sostenere le famiglie”. E’ questo l’impegno che si prende Michele Palma, direttore generale del dipartimento delle politiche familiari. Ma  serve anche investire nuove risorse che non significa assistenzialismo: “un euro investito in politiche familiari ritorna dieci volte in termini di ricchezza, stabilità e coesione sociale”.

La vita e l’esperienza delle associazioni conferma che fare esperienza di dono, insegna a saper donare. “Se non ricevi doni da bambino, da grande non sarai capace di  farti dono, se non sperimenti la  possibilità di fidarti di qualcuno non sarai affidabile,” dice Marco Giordano (Progetto Famiglia), soffermandosi sulla bellezza della famiglia affidataria. Marco Massi (Famiglie per l’accoglienza) parlando delle reti, dei luoghi di amicizia e compagnia in cui ognuno è prezioso, invita tutti a “raccontare che non siamo più gli stessi perché abbiamo condiviso la nostra vita con i bisogni che abbiamo incontrato.” Davanti alla grossa piaga dei minori abbandonati, “dobbiamo dare una risposta, afferma Giuseppe Salomoni (Ai.Bi.), anche se può essere una goccia nell’oceano perché questi  bambini hanno il diritto di avere un padre e una madre”. L’amore di una famiglia è una medicina per loro secondo Alessia Rossato (Papa Giovanni XXIII), anche davanti a gravi disabilità: la relazione affettiva è  terapeutica. Andrea Turatti (AFNonlus) nel dare consapevolezza alle famiglie adottive delle loro potenzialità, dice anche che non bisogna  lasciarle sole. E’ quello che si propone da alcuni anni il progetto “famigliedicuore” nato ad Ascoli  da un gruppo di famiglie adottive e allargatosi sui territori di Napoli, Cosenza, Milano, Firenze. Adesso al via anche nel Lazio e in Sardegna.

Coinvolgendo forum regionali, associazioni e istituzioni, con il progetto  “Dònáti” si cercherà dunque di lavorare insieme nei prossimi anni per sperimentare la gioia dell’accoglienza,  risorsa creativa sia per chi dà che per chi riceve.■

Giovanna Pieroni

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