slovenia gioia delle famiglie per l’esito del referendum

In Slovenia, vince il fronte dei ’no’, promotore del referendum grazie alla raccolta delle 40.000 firme necessarie. Salvi dunque i valori della famiglia messi a repentaglio dal nuovo Codice che [...]

In Slovenia, vince il fronte dei ’no’, promotore del referendum grazie alla raccolta delle 40.000 firme necessarie. Salvi dunque i valori della famiglia messi a repentaglio dal nuovo Codice che prevedeva, fra l’altro, l’ampliamento di alcuni diritti per le coppie omosessuali, in primo luogo quello all’adozione limitata, ovvero il diritto di un componente della coppia ad adottare il figlio naturale dell’altro partner, e tutta una serie di provvedimenti riguardanti le unioni di fatto. “Vogliamo condivedere con voi la nostra gioia per il risultato del referendum “: scrivono Anča e Vine Povirk delle Famiglie Nuove di Domzale in Slovenia (nella foto). Siamo veramente testimoni della vittoria di Davide contro Golia. Abbiamo vissuto un’esperienza preziosa di collaborazione con diversi movimenti e tante persone e famiglie in una lotta pacifica per la famiglia secondo il piano di Dio. ” “Per due anni e mezzo siamo andati oltre le nostre capacità , oltre le nostre forze per difendere i valori fondamentali della famiglia. – ci raccontano Marjana e Pavel di Lubiana – Abbiamo parlato in Parlamento, organizzato un Family day, manifestato davanti al Parlamento prima della votazione, fatto varie raccolte di firme, scritto ai parlamentari, alla Corte Costituzionale, parlato in decine e decine di tavole rotonde in vari canali TV, alla radio nazionale, nelle radio locali… e come frutto sono nati molti bellissimi rapporti personali con appartenenti di diversi movimenti e personalità della vita civile e politici di vari schieramenti…Ora incomincia una nuova fase – dicono – lavorare per dare il nostro contributo a una nuova legge sulla famiglia che dovrà venir fuori non prima di un anno.Sentiamo che dobbiamo andare avanti per formare uomini nuovi, una società nuova, secondo il piano di Dio “.Al Referendum del 25 marzo 2012 si sono espressi per il no il 55% degli elettori (contro il 45%, l’affluenzaè stata del 26%), contrariamente alla previsione dei sondaggi. In una nota diffusa da mons. Anton Stres, arcivescovo metropolita di Ljubljana e presidente della Conferenza Episcopale Slovena (Ces), si ringraziano “tutti coloro che si sono impegnati personalmente per raggiungere tale scopo ed hanno favorito agli elettori di riconoscere il ruolo insostituibile che ha la famiglia nella nostra vita ” – ha fatto sapere in una nota mons. Stres – Tuttavia, “i valori della famiglia con il risultato del referendum non sono ancora assicurati, infatti, bisogna viverli quotidianamente nelle relazioni interpersonali “. “La famiglia – conclude la Ces – nella quale i bambini possono crescere con l’aiuto dell’educazione materna e paterna, rimane quindi la nostra alleanza e per questo ci impegneremo anche in futuro “.

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