Sostenere l’adozione

Il Tavolo Territoriale sull’Adozione promosso da Caritas Ambrosiana ha realizzato una ricerca  per comprendere i vissuti delle famiglie nell’adozione e conoscere meglio le attività offerte di supporto  e accompagnamento. I [...]

Il Tavolo Territoriale sull’Adozione promosso da Caritas Ambrosiana ha realizzato una ricerca  per comprendere i vissuti delle famiglie nell’adozione e conoscere meglio le attività offerte di supporto  e accompagnamento. I dati e le riflessioni emerse saranno presentati mercoledi 14 ottobre durante l’evento on line “Sostenere l’adozione nel tempo”  (il programma). Intervista a Liuba Bardi AFN onlus.

Costituitosi nel 2014 su iniziativa di Caritas Sportello Anania e Servizio per la Famiglia della Diocesi di Milano, il Tavolo Territoriale sull’Adozione vuole essere uno spazio di confronto e promozione culturale a cui partecipano associazioni dei genitori, centri professionali specializzatati, enti autorizzati per le adozioni operanti sul territorio diocesano lombardo: AiBi, AMI, Ariete, AVSI, AFNonlus-Azione per Famiglie Nuove, CIAI, Fondazione Nidoli, SOS Bambino; per le Associazioni: ANFAA, CTA (Coop. Sociale), Famiglie per l’Accoglienza, Genitori si Diventa, Eos Cooperativa sociale onlus, Elohi onlus.

AFN onlus partecipa da diversi anni ai lavori del Tavolo e Liuba Bardi, incaricata della Sede lombarda, darà il proprio contributo durante l’evento presentando il lavoro di rete tra associazioni, istituzioni, cooperative  svolto in questi anni a sostegno delle famiglie.

Liuba, in che modo il Tavolo opera sul territorio e quali le finalità?

Il Tavolo si riunisce periodicamente nella sede di Caritas e ha la finalità di diffondere la cultura e i valori dell’adozione e dell’affido, indicare e avviare buone prassi comuni che possano coinvolgere le istituzioni ed essere adottate dagli enti. In questi anni si è creato tra i partecipanti uno scambio proficuo e un dialogo costruttivo anche con famiglie non appartenenti ad una associazione specifica. Abbiamo coinvolto le istituzioni locali lombarde, dagli uffici scolastici agli assessorati regionali, provinciali, comunali; c’è stata una certa diffusione sulla stampa. Diverse le  iniziative come momenti di formazione e approfondimento sulle Linee di indirizzo del MIUR per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati per insegnanti e referenti dell’adozione nelle scuole.

Come nasce la ricerca?

E’ nata come frutto del lavoro degli anni precedenti. Dopo esserci focalizzati sulla scuola, l’altro argomento che stava molto a cuore alle famiglie e a tutti gli attori coinvolti nel post adozione era quello dell’accompagnamento, deficitario da tanti punti di vista. Essendo un’istanza che proveniva anche dalle famiglie abbiamo pensato che il metodo del questionario fosse utile per arrivare a tutte loro. L’indagine è stata volta ad approfondire come esse vivono l’accompagnamento e il sostegno dopo l’adozione anche a lungo termine, non soltanto nel periodo di monitoraggio che il paese di origine del minore adottato richiede per legge. Attraverso enti e associazioni, siamo arrivati a porre le domande alle famiglie, le cui risposte sono quelle che hanno permesso di estrapolare i dati significativi, poi elaborati e riletti da Caritas  e che sono alla base dei risultati che verranno presentati mercoledì 14 ottobre 2020, che proprio perché si svolgerà  on line, ha acquisito una rilevanza extraterritoriale. 

Quali sono le sfide che emergono dalle risposte delle famiglie?

Le abbiamo raccolte in tre grandi obiettivi su cui si concentreranno gli interventi durante il convegno: L’accompagnamento e il sostegno a lungo termine della famiglia; La competenza degli operatori; Il lavoro di rete. Essi nascono dal bisogno delle famiglie di trovare un accompagnamento continuo oltre la conclusione dei percorsi istituzionali; operatori competenti in adozione, sia nel pubblico che nel privato; un sostegno nelle crisi. C’è bisogno di percorsi trasversali che si protraggano a lungo nel tempo, che possano farsi carico delle situazioni di ciascuna famiglia, per la complessità con cui si esplicano. Alle famiglie interessa soprattutto che ci sia una facilità di accesso all’accompagnamento, possibilmente una gratuità e o una agevolazione economica nell’accesso e che gli operatori siano competenti e multidisciplinari. La rete è fondamentale e un valore aggiunto sono i gruppi dove può esserci anche lì un sostegno efficace e duraturo.

Giovanna Pieroni

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