Tanzania, Un raggio di luce per 89 bambini

“Mwali wa Nuru” in swahili significa “Raggio di luce”. Si chiama così il centro sociale in Tanzania sostenuto da AFN. In questo paese dell’Africa sudorientale,  la maggior parte della popolazione [...]

“Mwali wa Nuru” in swahili significa “Raggio di luce”. Si chiama così il centro sociale in Tanzania sostenuto da AFN. In questo paese dell’Africa sudorientale,  la maggior parte della popolazione vive in zone rurali con appena il 31,6%  che risiede in aree urbane. La Tanzania è tra i 10 Paesi al mondo più colpiti dalla malnutrizione cronica che affligge, secondo la classificazione dell’OMS, il 34,7% dei bambini sotto i 5 anni. In varie regioni di questo  Paese, tale parametro è superiore al 40% e a Iringa, dove risiede il centro sociale, arriva al 42%.

 La diffusa povertà, malattie e carenza di infrastrutture in questa area rendono molto difficile l’accesso all’istruzione per molti  minori.  Per cui il centro sociale è per gli 89 bambini che sono accolti davvero un raggio di luce!

AFN collabora col progetto attraverso il programma di sostegno a distanza per favorire l’accesso all’educazione come diritto fondamentale di ogni bambino e opportunità di cambiamento per tutta la comunità. Sette le classi dall’asilo alla sesta e un doposcuola che accoglie minori con HIV o che hanno i  genitori affetti da questa patologia. Oltre a contribuire all’inclusione scolastica di bambini che vivono in situazioni di marginalità, il programma offre un pasto caldo e assistenza sanitaria di base, operando con uno staff di 18 persone: insegnanti, una cuoca, un guardiano e altri collaboratori.

Nonostante la posizione negazionista del governo sul contagio da Coronavirus,  l’Ufficio regionale per l’Africa dell’Oms ha incoraggiato la Tanzania a predisporre una campagna vaccinale e a condividere i propri dati sull’evoluzione della pandemia.

Il centro è rimasto chiuso  tre mesi durante i quali si è cercato di far arrivare a bambini e famiglie il necessario per mangiare. “Nonostante queste sfide – scrivono dal progetto,  – abbiamo visto tanti frutti nella vita dei minori, in particolare sul fronte dell’educazione. Con la recente riapertura del centro sociale abbiamo impostato  un programma per recuperare lo studio dei  mesi in cui è restato chiuso, insieme a organizzare momenti ricreativi e giochi. Carissimi sostenitori, cogliamo questa occasione per ringraziarvi della vostra generosità che abbiamo ricevuto. Nonostante la pandemia, voi continuate il vostro sostegno a distanza  che per noi è molto prezioso per portare avanti questo lavoro di promozione umana nella nostra societa’ e dare un futuro a  bambini vulnerabili.”

Giovanna Pieroni

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