Un Patto globale per l’educazione

“Ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo che coinvolga tutti. Per questo è necessario costruire un “villaggio dell’educazione” dove, nella diversità, si condivida l’impegno di generare una rete di [...]

“Ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo che coinvolga tutti. Per questo è necessario costruire un “villaggio dell’educazione” dove, nella diversità, si condivida l’impegno di generare una rete di relazioni umane e aperte”. Così Papa Francesco che, ricordando il proverbio africano “per educare un bambino serve un intero villaggio”, invita ciascuno di noi a costruirlo, questo villaggio, come condizione per educare.

Anzitutto è necessario bonificare il terreno dalle discriminazioni e immettervi il seme della  fraternità. Quindi unire gli sforzi per far nascere un’alleanza educativa globale, a cui anche AFN aderisce e contribuisce con i diversi progetti sociali realizzati in centri, dopo-scuola, scuole che aiutano a crescere  bambini e ragazzi di diversi paesi del mondo; inoltre il progetto Up2me rappresenta un innovativo percorso di formazione affettiva per sostenere i ragazzi nell’età evolutiva.

La pandemia da Covid-19 ha costretto ad annullare l’evento previsto in Vaticano e trasformare  il Villaggio dell’educazione in uno spazio virtuale dove condividere esperienze educative internazionali ispirate alle tematiche del Patto: dignità e diritti umani, pace e cittadinanza, ecologia integrale, fraternità e sviluppo. Tali testimonianze selezionate dall’Alta Scuola Educare all’Incontro e alla Solidarietà (EIS) dell’Università LUMSA di Roma saranno raccolte sul sito internet dell’evento: www.educationglobalcompact.org  

Oggi, 15 ottobre, continua il percorso avviatosi dal mese di marzo con una nuova tappa:   alle 14:30 in un video messaggio Papa Francesco rilancia il “Global Compact on Education”, cui seguiranno interventi di esperti di varie parti del mondo. Per seguire il video messaggio clicca qui  

 “Il Papa dà all’educazione una finalità, quella di cambiare il mondo – afferma Carina Rossa del team organizzativo dell’evento e nostra collaboratrice sul progetto di Scholas Occurentes  –   e invita a pensare allo studio come a uno strumento per affrontare le sfide del nostro tempo: pace e cittadinanza, solidarietà e sviluppo, dignità e diritti umani, cura della casa comune. Il Patto tra la famiglia, la scuola, la società e la cultura si è rotto e va ricostruito, coinvolgendo le agenzie formative, gli attori sociali, le istituzioni e le organizzazioni internazionali, affinché costruiscano alleanze per raggiungere finalità comuni e suscitare un’umanità più fraterna. A questo scopo il Santo Padre suggerisce una metodologia a tre passi: mettere al centro la persona, investire le migliori energie e formare persone capaci di mettersi al servizio. Le nuove generazioni sono al centro della proposta educativa, perché sono i bambini, i ragazzi, i giovani che cambieranno il mondo”.

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