Un’occasione per eliminare la schiavitù minorile

I l 12 giugno. Giornata internazionale contro il lavoro minorile. Il 12 giugno è la Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile i dati aggiornati sono preoccupanti; a livello globale 1 bambino [...]

I l 12 giugno. Giornata internazionale contro il lavoro minorile.

Il 12 giugno è la Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile i dati aggiornati sono preoccupanti; a livello globale 1 bambino su 10 è vittima di questo tipo di sfruttamento. La percentuale sale addirittura ad 1 su 5 se si tiene conto solo del continente Africano.

Sono complessivamente 160 milioni i bambini vittime di sfruttamento del lavoro. Secondo i dati più recenti diffusi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ed UNICEF; il numero di bambini costretti a lavorare è salito da 157 milioni nel 2019 a 160 milioni nel 2020. E questo nonostante la pandemia di Covid19.

C’è stato un aumento complessivo di quasi 9 milioni di bambini sfruttati negli ultimi quattro anni.

Il 2021 è stato proclamato anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile. Proclama che è stato adottato all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019 allo scopo di sollecitare i governi del mondo ad usare tutte le misure necessarie per promuovere il lavoro dignitoso, contrastare lo sfruttamento e raggiungere l’obiettivo 8.7, previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, un partenariato globale che si pone l’obiettivo di adottare misure efficaci ad eliminare il lavoro forzato, la schiavitù moderna, la tratta degli esseri umani e il lavoro minorile.

Oltre i bambini già vittime di questo sistema, altri milioni rischiano di vedere ulteriormente peggiorata la propria situazione a causa dell’impatto della crisi generata dal COVID-19. Lo afferma un nuovo rapporto congiunto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e dell’UNICEF. La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione dei bambini di tutto il mondo ed ha contribuito ad una battuta d’arresto nel comparto dell’istruzione scolastica, con la conseguenza di una massiccia migrazione forzata di molti bambini dai banchi delle scuole, ormai chiuse, ai cantieri, alle fabbriche ed alle miniere di tutto il mondo.

Il rapporto Child labour: 2020 global estimates, trends and the road forward – “Lavoro minorile: stime globali 2020, tendenze e percorsi per il futuro” sottolinea come siano aumentati in maniera esponenziale e significativa i bambini di età compresa tra i 5 ed i 17 anni che sono costretti a lavorare, in condizioni anche estremamente precarie e lesive della loro dignità.

Child in a street of Bujumbura. Photo: Lorenzo Fiorillo ©

Nello specifico dal 2016 ad oggi, il numero di bambini di età sfruttati e resi schiavi attraverso l’imposizione di lavori pericolosi che possono danneggiare lo sviluppo psico-fisico e morale è aumentato di 6,5 milioni. Per un totale di quasi 80 milioni nel 2020.

Nelle sue forme peggiori, il lavoro minorile può tramutarsi in vera e propria schiavitùsfruttamento sessuale ed infine morte. Questa ignobile pratica rinforza le disuguaglianze sociali e la discriminazione, priva i bambini del loro futuro e nega loro la possibilità di crescere sani. Inoltre è una seria minaccia all’economia dello Stato che non la contrasta oltreché una scure sulla salute fisica e mentale degli individui, adulti e minori, che direttamente e indirettamente ne entrano in contatto.

È ormai ampiamente dimostrato che il lavoro minorile abbatte il tasso di istruzione del paese in cui viene implementato, aumenta i problemi di salute per la popolazione che ne è colpita. Ostacola quindi lo sviluppo di intere economie e azzera le capacità dei bambini e delle famiglie di trarre beneficio da opportunità di sviluppo sociale ed economico. Lasciando intere generazioni nella miseria sociale, economica e psicofisica.

Una piaga che necessita di essere debellata senza alcuno sconto ed in tempi brevissimi, da ogni Stato, paese, popolo e nazione che per costituzione deve tutelare la salute e i diritti soprattutto dei più piccoli membri della nostra società.

Lorenzo Fiorillo

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