Weekend all’insegna del bene comune con il “good deeds day”

«Possiamo cambiare il mondo se, tutti insieme, rendiamo visibili le buone azioni declinandole in tanti modi diversi: sia che si collabori con il Parlamento, che si sostenga l’infanzia svantaggiata, gli [...]

«Possiamo cambiare il mondo se, tutti insieme, rendiamo visibili le buone azioni declinandole in tanti modi diversi: sia che si collabori con il Parlamento, che si sostenga l’infanzia svantaggiata, gli anziani, i disabili o in iniziative ecologiche -, ha detto l’ideatrice dell’evento, l’imprenditrice Shari Arison. – Abbiamo cominciato nel 2007 con una piccola iniziativa che siè sviluppata sempre più, tanto che ad oggi la manifestazione si svolge contemporaneamente in 58 Paesi».

Quest’anno il Good Deeds day, è approdato per la prima volta in Italia ed ha avuto la giornata conclusiva il 15 marzo 2015 ai Fori Imperiali di Roma. Papa Francesco ha salutato durante l’Angelus “i diversi gruppi di volontariato che uniti nell’impegno di solidarietà š partecipano alla manifestazione “. L’evento è stato organizzato da Spes e Cesv – Centro di Servizio per il volontariato del Lazio: «Offriamo alle associazioni di volontariato consulenze, formazione, progettazione, promozione e favoriamo la nascita di reti tra di esse perchè si incontrino e lavorino insieme. – spiega Francesca del CESV-Abbiamo tradotto questo evento in un modo diverso rispetto al passato, svolgendolo su due giorni: il sabato ci sono state 200 iniziative in tutta Roma e provincia, a cui i cittadini hanno potuto entrare in contatto con il mondo del volontariato nelle sue diverse espressioni; il senso dell’eventoè dare ad esso lo spazio giusto e farlo uscire dal silenzio per bucare l’interesse mediatico.»

Tra le 80 associazioni partecipanti, anche la onlus Azione per Famiglie Nuove vi ha preso parte, in quanto «ci sentiamo di condividere ogni esperienza che riguarda la solidarietà per contribuire a diffonderla -, spiega Andrea Turatti il presidente. – Per noi la solidarietà si attua lungo tre principali direttrici: il sostegno a distanza, con cui, attraverso l’incontro e l’accoglienza di mondi e culture diverse, i bambini in situazioni disperate possono crescere nella propria terra e costruirsi un futuro dignitoso. Le adozioni internazionali, che consentono di assicurare una famiglia ai bambini che ne sono privi. E infine con la formazione familiare, per far riacquistare alla famiglia il ruolo di cellula in una società aperta al bisogno dell’altro. Ispirati dall’ideale del mondo unito dei Focolari siamo arrivati ai confini del mondo e presenti in più di 50 Paesi con 100 progetti attivi basati sulla gratuità , sulla reciprocità , valori che vogliamo far riscoprire nell’attuale contesto sociale, guardando alla famiglia come primo modello di relazione».

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